- La formazione di solito comincia in tenera età e continua fino alla morte ( Wikipedia ).
- Il concetto di formazione permanente è quello per cui non si dovrebbe smettere mai di studiare perché il mondo va avanti, le cose cambiano, la tecnologia progredisce, le emozioni sono sempre diverse, la politica si trasforma, e il campo dello scibile umano è enorme rispetto alla nostra capacità di immagazzinare e di memorizzare. In virtù di questo esiste un vecchio adagio che dice: non si finisce mai di imparare ( Wikipedia ).
- In un sistema in evoluzione non sopravvive la specie più forte, ma quella più capace di adattarsi ai cambiamenti” (Charles Darwin).
- Nella vita, il prezzo della sopravvivenza è l’eterna vigilanza e la disponibilità a imparare. Milton H. Erickson
- I dinosauri non hanno saputo adattarsi e sono scomparsi ( Antonio Manti, capo area Black&Decker ).
- Per migliorare la conoscenza, per trovare ispirazione, per il gusto e il piacere della novità. Nell’essere umano convivono paradossi, uno di questi è il suo bisogno di sicurezza, ma contemporaneamente si diverte e si emoziona con le novità e la varietà. Richard Normann, 2002: “La crescita delle persone è la chiave per la crescita del business (aziendale e personale n.d.r.)”.
- In questa epoca in cui la concorrenza è sempre più agguerrita, il vantaggio competitivo basato su elementi hard, viene quindi annullato in tempi sempre più brevi. Le persone invece, con il loro modo di essere, la loro individualità, con il loro apporto all’organizzazione, non sono invece replicabili. Ecco quindi che il vero patrimonio di un’azienda nella società terziarizzata, è costituito principalmente da quelle persone che decidono di impegnarsi, di condividere, di far propria la visione aziendale e di mettersi in gioco. (Da : ”Relazioni pubbliche: l’etica e le nuove aree professionali” di Giampietro Vecchiato ,Franco Angeli Editore).
- “I fattori importanti per le funzioni cognitive e per l’intelligenza sono tre: il numero di neuroni, il numero delle sinapsi (collegamenti tra neuroni ) e il rapporto tra il peso del cervello e il resto del corpo” (da “Intervista col cervello di Ubaldo Bonuccelli e Fabrizio Diolaiuti )
- Dopo i 30 anni ogni giorno perdiamo circa 100.000 neuroni (Focus n° 42 del 2010) ma grazie ad una caratteristica del nostro cervello, la neuroplasticità (capacità di apprendere nuove cose, fare nuove esperienze e immagazzinare nuove memorie) possiamo mantenere inalterata l’efficienza aumentando il numero delle connessioni. Infatti le connessioni tra neuroni si realizzano in due modi : apprendendo nuove informazioni, conoscenze, teorie, oppure facendo nuove esperienze e accogliendo nuovi eventi nella vita (da “Riprogramma la tua vita” di Joe Dispensa).
- Karl Anders Ericsson, professore di psicologia alla Florida State University (USA) analizza da anni persone che hanno performance superiori nei campi più diversi e non ha dubbi “Maestri non si nasce, si diventa”. E teorizza la “regola delle 10.000 ore: non si arriva a performance eccellenti se non ci si è impegnati almeno 10.000 ore di intenso esercizio. Non conta però solo la quantità, ma anche la qualità dell’esercizio. Ericsson afferma l’importanza della “pratica intenzionale” cioè un esercizio metodico concentrato su obiettivi precisi, sforzandosi di spingersi sempre oltre il livello già raggiunto. Non basta ripetere automaticamente ciò in cui si è bravi, ma bisogna riuscire in ciò che non si sa fare, rifinendo i gesti e correggendo gli errori. Con un maestro a guidare allenamento e progressi. (Focus n° 204 ottobre 2009).
- Per grandi che siano i vostri problemi e per difficili che siano le situazioni, saranno sempre inferiori alle vostre risorse interiori : impegnatevi ogni giorno per migliorarvi. (Eric le la Parra Paz )
Verificate se il vostro cervello è abbastanza allenato rispetto al vostro organismo con questo semplice test del professor Michael Roizen, specialista in medicina interna della Cleveland Clinic (Usa):
- 1. Stando diritti in piedi, chiudete gli occhi e sollevate un piede.
- 2. Fate partire il cronometro e cercate di rimanere il più possibile in equilibrio.
- 3. Fermate il cronometro nel preciso istante in cui mettete giù il piede.
- 4. Controllate se i vostri tempi sono in linea con la vostra età:
- da 20 a 30 anni: 28 secondi;
- da 31 a 40 anni: 23 secondi;
- da 41 a 60 anni: 15 secondi.
In pratica più a lungo riuscite a mantenervi su un piede ad occhi chiusi e meglio sta funzionando il vostro cervello. Il professor Michael Roizen spiega: “Il test proposto richiede un alto senso dell’equilibrio (che si trova proprio nel cervello) e uno spiccato sviluppo del cervelletto (la zona che indica dove sono collocati i tuoi arti nello spazio).