Allenare il muscolo della creatività

«L’immaginazione è più importante del sapere». Albert Einstein

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Il fisico francese René Laennec da bambino comunicava con i suoi amici battendo su un tronco cavo. Da questo lontano ricordo d’infanzia trasse lo spunto che lo portò ad inventare lo stetoscopio, strumento medico di auscultazione.

Il successo imprenditoriale della Geox ha preso origine dalla volontà del Presidente Mario Moretti Polegato di trovare una soluzione al fastidioso problema della sudorazione dei piedi nelle scarpe. Durante un trekking negli Stati Uniti ha realizzato il primo “prototipo” forando la suola delle sue scarpe.

Clarence Birdseye, durante un viaggio in Canada, osservò che alcuni pesci si erano congelati naturalmente per poi scongelarsi. Prese in prestito l’idea dalla natura: nacque in questo modo l’industria degli alimenti surgelati.

Un giorno un acuto osservatore notò che dovunque c’erano penne occorreva anche l’inchiostro. Perché allora non cercare di unire le due cose in un unico oggetto? Fu l’origine della stilografica.

Realizzare la creatività e trovare soluzioni innovative esprimendo la propria immaginazione e rispettando poche, semplici regole d’allenamento. Tutte le nuove idee nascono prendendo a prestito, sommando, cambiando o modificando idee preesistenti. L’immaginazione può cucinare in modo differente ingredienti già esistenti servendo quindi piatti innovativi.

Ognuno di noi, in misura ovviamente variabile, possiede la capacità di produrre nuove idee volontariamente. Ci è utile pensare alla creatività come ad una sorta di “muscolo mentale”: per ricavarne il massimo dobbiamo tenerlo allenato. Il muscolo della creatività con il passare degli anni rischia di venire assopito dalla routine, dalle abitudini, dal contesto in cui viviamo. Tutti elementi che rischiano di inibire la nostra immaginazione e di irrigidire i nostri pensieri. L’abitudine divora tutto, ingoia il nostro tempo senza che ce ne accorgiamo facendoci diventare “distratti frequentatori dell’esistenza”.

Nel processo creativo dobbiamo riuscire a tenere separati:

1.  il momento creativo. La generazione a ruota libera di idee. Durante questa prima fase occorre non giudicare e criticare la qualità delle idee prodotte (differimento di giudizio) ma privilegiarne la quantità. Il giudizio rischia di frenare la nascita di idee realmente creative e/o di limitare le possibilità di incastro delle prime idee grezze. Sarà anche grazie alla quantità di idee inizialmente prodotte che riusciremo a giungere ad un’idea di qualità (l’illuminazione, il colpo di genio). Diversi esperimenti hanno dimostrato che, sia a livello individuale che di gruppo, anche solo differendo il giudizio si riesce a generare un numero quasi doppio di buone idee. Questa fase viene anche definita come quella del “pensiero divergente”.

2.  il giudizio. La valutazione razionale delle diverse idee che ci sono venute in mente selezionando e sviluppando solo quelle che riteniamo valide. Questa fase è stata anche definita come quella del “pensiero convergente”.

Esistono alcuni atteggiamenti che stimolano le facoltà creative. Prima di tutto, trovare l’incentivo: perché essere creativi?

Per la propria soddisfazione personale, per il denaro, per aiutare gli altri, per migliorare se stessi, per divertimento,…

Thomas Edison, ad esempio, era spinto da un forte desiderio di ricchezza nel continuare la sua opera, si racconta che dicesse: “Se una cosa non vende, non mi interessa inventarla”.

Tutti noi possiamo aumentare le nostre facoltà creative. Naturalmente non è possibile indicare con esattezza che cosa è meglio per ognuno di noi perché ognuno ha il suo modo personalissimo di essere. Per alcuni può consistere nel fare una passeggiata, per altri nel bere un caffé, nel farsi una doccia, nel fare un lungo viaggio da solo in autostrada o ascoltare un particolare tipo di musica. Ricordiamo che Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina stando sdraiato sulla schiena e Mark Twain scriveva i suoi romanzi disteso sul letto.

L’importante è capire quali sono le condizioni ottimali per noi per stimolare la nostra creatività e mantenerci in allenamento.

Esercizio Allenamento del muscolo della creatività

Prima di giungere al giudizio e alla valutazione delle idee migliori si sforzi di privilegiare al massimo la quantità delle idee prodotte (differimento di giudizio nella prima fase).

Proponga almeno dieci idee per convincere una persona a lei Cara a non fumare:

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

È necessario fissare le intuizioni o le idee che possono venirci durante lo svolgimento delle attività quotidiane.

Dal momento che un’idea nasce improvvisa in qualsiasi momento, è opportuno essere preparati all’eventualità segnandoci immediatamente l’intuizione sulla nostra agenda.

Gabriele D’Annunzio girava sempre con un taccuino mentre Carl Sagan, astronomo presso la Cornell University e autore di successo, scrive ogni volta che sente “battere la porta”. Ovunque vada, ha con sé il registratore. “A volte è un bussare discreto, altre volte molto insistente. Mi capita di trovarmi preso da una specie di passione, di eccitazione. Magari sono a bordo di un aereo e sento un intero capitolo bussare alla porta”

Bisogna aver cura di “depositare” le idee relative ad un determinato argomento in un luogo particolare come ad esempio “La banca delle idee”. Fisicamente può essere un raccoglitore, una scatola, un quaderno, un’agenda, un cassetto. Ogni volta che ci viene una buona idea, la scriviamo e la versiamo in banca. Poi nel momento in cui sarà necessario o avremo voglia di attivare un processo creativo andremo a ritirare la parte di risparmi che ci serve.

Esercizio “La banca delle idee”

Le ricordiamo di utilizzare la “Banca delle idee” riportata all’inizio del libro per annotare tutte le idee importanti che le vengono in mente durante la lettura per non dimenticarle.

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.

Informazioni su Gianluca Gambirasio

Gianluca Gambirasio: "di professione alpinista e per hobby consulente e formatore aziendale". Consulente e formatore aziendale dal 1995, nel 2003 ho fondato Olympos Group srl (http://www.olympos.it).
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