
RISPARMIARE ENERGIA PRODUCENDOLA
Ovvero, la rivoluzione sottotraccia della cogenerazione di piccola taglia
Milano, 25 febbraio 2008. Rendimento, s.m. "Rapporto, sempre minore di uno, tra l'energia ottenuta in forma utile e quella spesa in una trasformazione di energia". Una definizione che può forse stupire un popolo abituato a collegare la parola agli investimenti finanziari o al massimo al TFR. Eppure se le dimenticate nozioni di fisica apprese a scuola fossero un po' più presenti nella mente, tanti discorsi che si fanno sulla questione energetica nazionale prenderebbero un'altra, più positiva, piega.
Quella tersa definizione, tratta dal Nuovo Zingarelli, ricorda infatti che quando si trasforma una forma di energia in un'altra è inevitabile che una parte vada persa. Quanta parte è il dettaglio decisivo. Una centrale termica ha un rendimento nella produzione di energia elettrica che va dal 40 al 55 per cento (per le più avanzate). A sua volta, l'energia elettrica quando viene utilizzata per trasformarla in lavoro utile (accendere una lampadina, far girare un motore) ha un rendimento inferiore a uno. In questa fase di utilizzo si concentrano di solito le attenzioni e gli appelli al risparmio di energia, tutti necessari e preziosi. Se si fa un calcolo, però, si scopre che ogni punto percentuale di rendimento guadagnato " a monte" ha un peso maggiore di un punto risparmiato nell'utilizzo finale. Insomma, risparmiare energia conviene, conviene anche di più se lo si fa producendola.
Non è che sia un novità, ma la tecnologia negli ultimi anni si è sviluppata fino al punto da consentire due rivoluzioni: aumentare enormemente il rendimento di un impianto con l'accorgimento di moltiplicare i livelli di conversione dell'energia primaria consumata, e ridurre le dimensioni degli impianti a taglie sempre più piccole. Il primo punto va sotto il nome di produzione combinata o cogenerazione, che però in Italia vanno distinte perché di cogenerazione si può parlare solo se vengono rispettati determinai limiti di efficienza. Può sembrare una distinzione tecnicamente irrilevante e invece economicamente lo è perché solo agli impianti di "cogenerazione" in senso stretto vanno da noi i benefici e gli incentivi previsti da varie normative. Per questo useremo sempre "cogenerazione".
Effettuando la conversione dell'energia contenuta nel combustibile in elettricità e calore in un unico processo (ci sono diversi metodi) il rendimento complessivo sale oltre il 70 per cento, con punte dell'85. L'energia termica può essere utilizzata sotto forma di vapore, necessario in una serie di processi industriali oltre che per il riscaldamento degli ambienti, e negli impianti più recenti anche per produrre refrigerazione (può sembrare un paradosso, ma con il vapore si può per esempio alimentare un compressore, il nucleo di un impianto frigorifero). Il freddo può essere usato per processi industriali, come nell'alimentare (uno dei primi settori dove la cogenerazione si è diffusa, perché serve anche vapore, per cuocere) ma anche per il condizionamento degli ambienti.
L'utilizzo dell'elettronica per il controllo del funzionamento e di materiali innovativi nella sua costruzione hanno portato di anno in anno la taglia utile degli impianti di cogenerazione sempre più in basso. Oggi esistono prototipi da 1KWatt, mentre dall'altra parte si arriva ai centinaia di MWatt, vere e proprie centrali. Questo ventaglio di dimensioni è manna per la struttura industriale e non solo (si pensi agli ospedali) del nostro Paese. Da uno studio del 2005 condotto dal GSE risultava infatti che, parte per l'industria chimica e quella della raffinazione degli idrocarburi, la taglia media degli impianti di cogenerazione andava da 17,4 MW per l'industria cartaria a 100 KWatt per i grandi impianti sportivi.
La cogenerazione è incentivata a livello pubblico, anche se non ad alto profilo come le fonti rinnovabili. Dal combinato disposto di varie direttive europee, leggi italiane e delibere dell'Autorità, oggi da noi gli impianti di cogenerazione comportano una seri di vantaggi:
• esenzione dall'obbligo di acquisto di certificati verdi;
• diritto all'utilizzazione prioritaria da parte del Gestore, dell'energia elettrica prodotta in cogenerazione, dopo quella prodotta da fonti rinnovabili;
• diritto al rilascio di certificati verdi (per i soli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento);
• qualifica di Cliente Idoneo sul mercato del gas naturale (per la sola quota di gas utilizzata in cogenerazione);
• possibile ottenimento di "titoli di efficienza energetica" commerciabili.
Per accedere a questi benefici è necessario sottoporsi ad una procedura che comporta alla fine l'emissione di un Garanzia di Origine. Questa procedura ha una trafila semplificata per gli impianti di piccola (sotto un MWatt elettrico) e piccolissima (micro), sotto i 50 KWatt elettrici, taglia. Solo lo scorso novembre il Ministero ha dato il via libera al GSE per avviare queste procedure, per cui ora il mercato opera in una condizione di certezza delle normative ed è pronto per crescere ancora rispetto ai 78 TW/ora complessivi (metà elettrici, metà termici) prodotti nel 2005 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati, il Ministero dello Sviluppo Economico non ha ancora rilasciato il rapporto annuale atteso per il 21 di questo mese). Si trattava del 13 per cento dell'energia prodotta in Italia, quindi una cifra non indifferente. Un'altra rivoluzione sottotraccia, quindi.
C'è infine da considerare che il "motore" primario di un impianto di cogenerazione può essere di molti tipi, idrocarburi liquidi e solidi, ma anche biomasse, biogas e calore non proveniente da combustione. Se non volete pensare al nucleare, pensate sicuramente al solare termodinamico. Ma su questo torneremo.
La seconda giornata delle "Giornate della Microgenerazione", in programma i prossimi 4 e 5 marzo a Roma presso lo Spazio Etoile, è proprio dedicata interamente a "Tra incentivi e normative: la nuova cogenerazione per le PMI".
Maggiori dettagli sulle Giornate della Microgenerazione sono reperibili sul sito
www.microgenforum.it, dove è anche possibile preregistrarsi per la partecipazione gratuita.
Per maggiori informazioni:
Marco Comelli, mail: marco.comelli @
updating.it, tel: 347-8365191
Michele Lamarca mail: m.lamarca @
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fonte:
CorrieredelWeb.it