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Fabrizio Palenzona – Manovra: Aiscat rilancia su concessioni (MF)

sabato, 24 settembre 2011

Fabrizio Palenzona, Aiscat, posticipare le concessioni legandole all’ultimazione dei lavori in essere. La norma da inserire tra le misure per lo sviluppo creerebbe lavoro per centinaia di aziende.

Dopo aver ottenuto l’abolizione della norma sulla riduzione degli ammortamenti nella vecchia finanziaria, scrive MF, l’associazione che riunisce i concessionari autostradali ora prova a far inserire tra le misure per lo sviluppo, allo studio del governo, un codicillo ad hoc per le concessioni in scadenza. Il presidente Fabrizio Palenzona e i suoi uomini starebbero lavorando perche’ il pacchetto per la crescita possa prevedere qualche sorpresa positiva anche per le autostrade.

L’intervento richiesto dall’Aiscat prevederebbe l’estensione delle concessioni solo per il tempo necessario alla realizzazione di lavori complementari realizzati dai concessionari sulle arterie gestite, (tra questi anche la costruzione della terza corsia). Si tratta, secondo i gestori, di una misura positiva per l’economia perche’ stimolerebbe la realizzazione di lavori che potrebbero impegnare centinaia di aziende. Proprio su questo punto punterebbe l’Aiscat per vincere i timori del governo di incorrere in una reazione negativa dell’Ue. Molte delle autostrade alle quali la norma si potrebbe sono gestite, infatti, da concessionari pubblici o prevalentemente pubblici, che non avendo in casa le competenze per realizzare i lavori dovrebbero necessariamente appaltarli all’esterno.

Ô il caso delle Autostrade Centro Padane, gestite da una societa’ partecipata dai comuni e dalle province di Brescia e Cremona, dalla Provincia di Piacenza, da alcune Camere di commercio locali ma anche dalla Autostrada Serenissima spa, che ne ha il 13%, e da A2A ed Enia che hanno poco piu’ dell’1% a testa. Il problema principale di Autostrade Centro Padane e’ la scadenza della concessione per il raccordo alla A21, il principale asset della concessionaria, per mantenere la quale gli azionisti si erano detti pronti anche ad aprire il capitale ad altri soci, come istituti di credito o fondi d’investimento, in modo da garantire i finanziamenti necessari per importanti interventi migliorativi. Nell’attesa che venga presa una decisione, l’Anas ha chiesto alle Centro Padane di continuare provvisoriamente nella gestione della concessione, che scadra’ a fine settembre. red/lab

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September 21, 2011 02:31 ET (06:31 GMT)
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FONTE: Borsa Italiana

Fabrizio Palenzona, Aiscat: un piano infrastrutture ” coraggioso e innovativo” per uscire dalla crisi

giovedì, 15 settembre 2011

Lettera di Fabrizio Palenzona, Presidente Aiscat, al Messaggero: rilanciare i traffici internazionali e rivitalizzare i porti nazionali. Un piano infrastrutture coraggioso e innovativo per uscire dalla crisi

Un piano infrastrutture “coraggioso e innovativo” è fondamentale per la crescita economica del Paese. Dalle pagine del Messaggero, Fabrizio Palenzona, presidente Aiscat e Assaeroporti, dice di cogliere “con favore” il tavolo del governo sullo sviluppo delle infrastrutture. Al contempo, però, propone misure aggiuntive “per la crescita, tali da favorire benessere e occupazione e costruire, senza incremento del debito pubblico”, le opere necessarie a un Paese a forte vocazione turistica.
Innanzitutto, “concorrenza e liberalizzazioni”, scrive Palenzona, non sono da intendere come puri principi astratti. Concretizzandoli, infatti, verrebbero “rilanciati i traffici internazionali e rivitalizzati i porti nazionali”. Ciò renderebbe “competitiva la logistica internazionale”, anche grazie alla costruzione, “con risorse private”, delle infrastrutture necessarie. Per ottenere tali risultati, la manovra di agosto, secondo Palenzona, andrebbe completata “con nuove disposizioni che abroghino, con decorrenza 1° gennaio 2012, tutte le norme costituenti barriere di accesso”.

Tali misure renderebbero “operativo il proficuo lavoro svolto dalla commissione Bassanini, Belloni, Violante in tema di snellimento delle procedure in materia di lavori pubblici”. In materia di trasporti, “lo Stato deve cessare di essere contemporaneamente gestore e regolatore”. Palenzona insiste sul fatto che a fare la differenza potrebbero essere “una amministrazione pubblica autorevole che regola e il privato che gestisce l’attività” imprenditoriale. “Nessuna risorsa pubblica può essere disposta se non a seguito di un’esauriente valutazione dei costi e dei benefici e solo a valle di eventuali capitali privati disponibili”, sottolinea, bacchettando lo Stato sull’impegno di risorse per “infrastrutture che probabilmente non si realizzeranno, o che se si realizzassero, peserebbero sui conti del Paese”.
Necessarie, dunque, sia “la privatizzazione delle imprese pubbliche nel campo dei trasporti e delle infrastrutture”, sia “le misure che ne garantiscano l’integrità”. Per ottenere ciò potrebbe bastare la legge ordinaria, conclude Palenzona, senza aspettare le lungaggini della modifica costituzionale proposta dall’onorevole Luciano Violante. La fiducia degli investitori privati, infine, va conquistata con una disposizione che consenta l’arbitrato all’estero e la possibilità di utilizzare il diritto straniero in caso di controversie.
FONTE:

Tgcom