Alessandro Gogna

montagne

1. Completa questa frase: Per me la montagna è…

Alessandro Gogna - La montagna è quello che è. Un ambiente naturale fatto di pietra, di vegetali, animali e uomini. Però, mentre alcune persone non sono sensibili a questo insieme, altre – alpinisti, escursionisti, appassionati – lo sono. Io sono sicuramente tra questi.

2. Descrivi le caratteristiche e le doti che contraddistinguono un forte alpinista?

Alessandro Gogna - Credo che la cosa più importante per un alpinista sia avere un minimo di ambizione, altrimenti uno magari fa alcune cose ma non a livello internazionale, le fa solo per se stesso e può anche non essere considerato “forte” dagli altri. Se invece si ha un minimo di ambizione, per diventare davvero forti bisogna anche essere modesti. Quella modestia che non ti fa mai montare la testa neanche se hai fatto chissà cosa.

3. Cosa è importante fare per prepararsi al meglio ad un’ascensione alpinistica?

Alessandro Gogna - A livello fisico dipende dalle diverse mete possibili: se si tratta di una salita ad un ottomila, di una salita difficile in alta quota, di un’arrampicata sportiva ad alto livello, la preparazione è diversa. E’ utile allenarsi per la specialità in cui uno crede o in cui vuole cimentarsi. Ma credo che l’umiltà sia la cosa più importante. Se uno, neanche per un momento, riesce a farsi toccare dalla sensazione di essere il più forte di tutti, è nella posizione di voler sempre migliorare in ogni senso e quindi finisce veramente per migliorare ogni giorno che passa. E’ questo il modo per raggiungere determinati obiettivi.

4. Quali sono i pro e quali i contro di salire le montagne in solitaria invece che insieme ad altri alpinisti?

Alessandro Gogna - Non starei a guardare pro e contro perché la solitaria è una questione di sensibilità e di necessità personale di fare qualcosa da soli. Ci sono persone che potrebbero fare delle cose da soli ma non lo fanno perché non gli interessa o semplicemente non gli piace. Altri che invece lo fanno perché hanno questa “idea” di star da soli con se stessi. Poi ci sono anche quelli che fanno le cose da soli senza avere le capacità… Salire insieme ad altri è sicuramente più bello, ma è una scelta personale, come nella vita. Uno può dire “a me piace star da solo” e sta da solo tutta la vita. Fa lo scapolo o la zitella, e sta bene così. Altri invece decidono di farsi una famiglia e fare delle scelte che la maggior parte delle persone ritiene più consone alla condizione umana. L’alpinismo è uguale, la maggior parte della gente lo fa in compagnia. Chi lo fa da solo non è che sia condannabile, semplicemente deve starci attento.

5. Quali emozioni provi nel raggiungere una vetta?

Alessandro Gogna - Sono tante, e dipendono molto da che cosa uno ha messo in gioco in quella salita, da cosa ha messo sul piatto del proprio impegno. Se uno raggiunge la vetta per caso, perché magari è stato invitato da un amico, può essere un piacere, una cosa bella, ma finisce lì. C’è invece chi ci mette molto di se stesso, ma anche l’emozione che si prova può essere diversa. A volte, se non si raggiunge la vetta può essere un problema perché ci si sente falliti. Ma quando si raggiunge può anche capitare che scatti il meccanismo “sì l’ho raggiunta, quindi se l’ho raggiunta vuol dire che era facile”. E così si crea un’altra meta ancora più difficile, e si inizia una corsa che può anche diventare pericolosa.

6. Cosa provi e come reagisci dovendo rinunciare invece ad una vetta?

Alessandro Gogna - Certamente mi dispiace, ma ormai vado per i 61 anni, non è che abbia chissà quali ambizioni … Una volta sicuramente pativo di più, adesso rispetto ad allora non me ne può fregar di meno. Mi dispiaceva non riuscire in quello che volevo, senza fare eccessivi pianti o disastri. Anche perchè se poi magari si ritenta e si riesce, allora il successo diventa molto più bello.

7. Cosa significa per te avere successo?

Alessandro Gogna - Quello che si può leggere sul vocabolario: fare in modo che gli altri si accorgano di te. Poi che tu lo faccia perché sei bravo ad andare in montagna o perché sei un bravo musicista o scrittore, più o meno è la stessa cosa. Il successo arriva quando la gente si accorge che sei bravo. Con questo non voglio dire che sia la cosa più importante. Anzi, è solo una parte della motivazione per cui uno va in montagna. E’ importante ma non è l’unica. Almeno per me.

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