Definire gli obiettivi e i risultati da raggiungere

montagne

Articolo tratto dal libro:

Atteggiamenti mentali e azioni per il successo "Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati" di Claudio Scalco e Gianluca Gambirasio, FrancoAngeli 2012  

 

Libro

IBS

 

Definire gli obiettivi e i risultati da raggiungere

«Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Seneca

Occorre stabilire obiettivi a livello giornaliero, settimanale e mensile per programmare con precisione la ripartizione delle attività utili al raggiungimento degli obiettivi. Occorre pianificare il lavoro e lavorare ogni giorno per portare avanti il piano.

Possiamo fare una distinzione qualitativa tra:

  • obiettivo principale: “il punto di arrivo” (ad esempio diventare campione del mondo di motoGP);
  • obiettivi intermedi: “le tappe previste” (ad esempio vincere il gran premio del Mugello);
  • obiettivi chiave: “le attività da svolgere necessarie al raggiungimento degli obiettivi intermedi e dell’obiettivo principale” (ad esempio livelli di allenamento fisico, incremento potenza del motore, n. di test da effettuare, …).

Durante i corsi di formazione, viene spesso utilizzato l’acronimo SMART per evidenziare come deve essere definito nel concreto un obiettivo. In inglese smart significa furbo, astuto, intelligente.

    • Specifico: cosa voglio realizzare?

L’obiettivo deve essere chiaro, conciso e circoscritto.

    • Misurabile: come farò a misurare i progressi raggiunti?

L’obiettivo deve essere quantificabile, per rendere possibile la verifica del raggiungimento dello stesso. L’obiettivo deve descrive un risultato non un processo. Se diciamo al nostro capo “voglio guadagnare di più”, saremmo soddisfatti se lui ci desse un aumento di un Euro al mese ? Dire “che vogliamo vendere di più” non ci aiuta a individuare cosa dobbiamo fare, per questo dobbiamo prefigurare un risultato “voglio aumentare il mio fatturato annuale del 10%”. Stare sul processo significa rimanere ancora al livello del problema, stabilire un risultato significa avere già iniziato a lavorare sulla soluzione. Qualsiasi risultato per essere verificato deve essere definito con parametri misurabili. Voglio dimagrire 8 chili nei prossimi 6 mesi. Voglio aumentare del 10% la mia percentuale dei Clienti attivi al 31 dicembre. Voglio guadagnare 1.000 Euro netti in più al mese.

    • Attraente: vale la pena darsi da fare per raggiungere questo obiettivo? Lo desidero realmente ed intensamente?

È un obiettivo ambizioso? Più un obiettivo è per noi attraente, più saremo motivati a mettere in campo il 110% del nostro impegno. E’ importante che sia raggiungibile, ed è ugualmente importante che ci sentiamo sfidati e messi alla prova altrimenti la soddisfazione sarà minima per non dire nulla e di conseguenza anche la motivazione. Un obiettivo troppo facile produce di norma scarsi risultati e, se i risultati non sono motivanti faremo fatica a metter anche un minimo di impegno e di entusiasmo. Se mi pongo l’obiettivo di guadagnare 50 Euro di più mese, quali cambiamenti si produrranno nel mio stile di vita? “Il rischio non è che la nostra meta sia troppo in alto da non raggiungerla, ma troppo in basso da raggiungerla facilmente”. Michelangelo

    • Raggiungibile: è un risultato ragionevole da raggiungere o so già che è impossibile?

L’obiettivo deve essere sfidante, ma nello stesso tempo realizzabile. Un obiettivo che reputiamo impossibile da raggiungere frena sicuramente il nostro impegno. La conoscenza dei nostri mezzi, del contesto, l’esperienza, il buon senso ci danno sufficienti elementi per stabilire se il risultato dell’obiettivo è realistico, cioè raggiungibile, oppure se stiamo inseguendo una fantasia. Quanto più le azioni che dobbiamo implementare e portare a termine dipendono da noi, tanto maggiore sarà la probabilità di realizzare il traguardo che ci siamo posti.

    • Tempificato: quali sono le tempistiche previste?

L’obiettivo deve chiaramente indicare il tempo entro il quale deve essere conseguito evidenziando, se necessario, anche le fasi intermedie. Walt Disney diceva che “la differenza tra un desiderio e un obiettivo è una data”. Se non ci poniamo una data di arrivo non potremo nemmeno strutturare una serie di “punti di controllo” per capire se stiamo rispettando la nostra tabella di marcia. “Voglio dimagrire 6 chili” è un’affermazione che senza una data che rappresenta il punto di arrivo rimane un desiderio. Non appena dico “voglio dimagrire 6 chili in sei mesi a partire da oggi, un chilo al mese” ho cessato di desiderare e mi sono posto un obiettivo. Per dimagrire 8 chili in sei mesi farò una dieta da 1800 calorie al giorno, eviterò i dolci, andrò in palestra 3 volte alla settimana.

Ad esempio, acquisire nuovi Clienti è un obiettivo poco Smart…(generico, non misurabile e nemmeno tempificato) Acquisire ogni mese almeno due nuovi Clienti finali in Liguria per i primi sei mesi del prossimo anno che effettuino un ordine di almeno Euro 1000 e definire il relativo piano d’azione è molto più Smart.
Esprimere in questo modo l’obiettivo ci consente di prendere un impegno più forte con noi stessi e con la sfida, potendo tra l’altro misurare lo stato avanzamento dei lavori e prendere gli opportuni provvedimenti.

Oltre ad essere SMART un buon obiettivo è:

  • formulato in modo positivo;
  • ecologico;
  • messo per iscritto.

Formulato in modo positivo.
Abbiamo visto che il cervello ignora il “non”. Formulare obiettivi con il “non” è come se dicessimo al tassista che ci ha chiesto dove vogliamo andare “Non voglio andare in centro”. Provate a dire al vostro navigatore dove “non” volete andare. Quante volte abbiamo sentito frasi del tipo “non voglio più fare questo lavoro”, oppure “non voglio più ingrassare”, “non voglio più soffrire”. Tutte queste affermazioni ci bloccano sul problema.

Ecologico.
Definiamo ecologico un obiettivo che è in linea con i nostri valori. Immaginate di voler cambiare azienda con l’obiettivo di guadagnare 1.000 Euro di più al mese. Siete un vegetariano e un animalista convinto e accettate la proposta di una ditta che produce salumi, pollame e fornisce cavie per la vivisezione all’industria farmaceutica, quale potrà essere la soddisfazione in quel lavoro? Oppure siete un manager, col valore primario della famiglia, che si è posto l’obiettivo di un avanzamento di carriera e accettate una promozione che però vi terrà lontano da casa quattro giorni su sette ogni settimana. Come concilierete la soddisfazione di aver fatto carriera con la mancanza della famiglia e il senso di colpa per non essere allineati con un vostro valore primario? Un obiettivo ecologico è congruente con i miei valori, rispettoso della qualità della mia vita e dell’ambiente in cui vivo.
Durante un corso il docente ci ha chiesto ”Vi interessa un sistema per dimagrire definitivamente 6 chilogrammi per sempre?” La risposta quasi unanime è stata un sonoro “Siii!”.
“Bene – ha proseguito lui – vi taglio via una gamba, cosa ne dite?”
Oppure immaginate quel dirigente di una multinazionale che ha come obiettivo di “fare carriera” e per farla è disposto a tutto. Bene, l’azienda gli fa una proposta molto interessante: Supervisore delle filiali estere, stipendio doppio, macchina più grossa, benefits raddoppiati. Ottimo! penserebbero tutti… Se non fosse che questo dirigente ha come valore primario la famiglia e i figli e da quel momento è soddisfatto, ma infelice. Si dice che il piacere è la soddisfazione di un bisogno o di un desiderio. Il benessere e l’appagamento (qualcuno la chiama felicità) accadono quando tutte le tre sfere della nostra esistenza “istinto, emozioni e valori” convivono armoniosamente.
Questo per dire che un obiettivo dovrebbe sempre essere qualcosa che migliora la qualità della nostra vita, ci fa crescere, ci fa sentire fieri di noi stessi e contribuisce a rendere in qualche modo migliore il posto in cui viviamo.
Quindi, è opportuno, quando fissiamo obiettivi che hanno ripercussioni rilevanti sulla nostra vita, valutare bene e con calma tutte le conseguenze, ponendosi domande del tipo:

  • Come cambierà la mia vita?
  • Come cambierà quella della mia famiglia?
  • Cosa farò di nuovo?
  • Cosa non potrò più fare?
  • Quanto mi costa?
  • Ne vale veramente la pena?
  • Come mi sentirò?
  • Devo accettare compromessi? Quali? Sono disposto?
  • Come mi sentirei se rinunciassi?
  • In cosa e in che modo sarò migliore?

Messo per iscritto.
Scrivere un obiettivo è:

    • Utile per la chiarezza.
    • Rappresenta un impegno scritto con noi stessi.
    • Se “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, scrivere significa cominciare a fare. «Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo» Lao Tzu. Ecco, scrivere il proprio obiettivo rappresenta il primo passo.

Stabilito come si confeziona un obiettivo, è importante tenere presente che quello che ci da la spinta, la carica, la motivazione, non è l’obiettivo, mai i risultati.
Poniamo che ci siamo posti come obiettivo quello di raddoppiare il fatturato del nostro negozio in un anno. Bene, ci riusciamo, chiediamo il nostro estratto conto e calcoliamo l’utile netto.
E’ questo che ci motiva? Mettere un pacco di soldi sopra un tavolo di per se è un fatto che ci motiva?
No. Pensateci, quello che motiva è le cose che potremo fare e le emozioni che potremo sperimentare.
Ad esempio immagino di comprarmi una barca nuova e mi prendo due mesi di vacanze spensierate. Godo a immaginarla, mamma mia che bella! Mamma mia quanto bello sarà pilotarla! Poi mi immagino di salirci sopra: che soddisfazione! Sono stato proprio bravo, me la merito! Poi vedo i miei figli felici sulla prua con i capelli scompigliati dal vento, intorno il mare è turchese, e l’aria è fresca e profumata…. mi giro e mia moglie mi guarda orgogliosa. Mi sento così fiero di me, così appagato, così felice!
E sono questi pensieri i risultati del mio obiettivo, questi quelli che mi daranno una spinta determinante anche nei momenti più difficili.
I risultati dei nostri obiettivi sono i piaceri e le emozioni che ne ricaveremo, quindi “occhi fissi sull’obiettivo, cuore e immaginazione sui risultati”.

Un’attenta definizione degli obiettivi ci consente di:

  • identificare con maggiore chiarezza quello che ci viene richiesto e/o vogliamo ottenere;
  • verificare quanto messo in atto rispetto a quanto programmato (controllare lo stato avanzamento dei lavori) e definire eventuali cambiamenti;
  • focalizzare le nostre attività su ciò che è veramente importante;
  • pianificare come agire nel concreto;
  • apprendere in modo più efficace dall’esperienza.

Uno dei segreti delle persone di successo è la capacità di scegliere e concentrare i propri sforzi sugli obiettivi con il più alto potenziale di sviluppo. Concentrare le risorse su pochi obiettivi essenziali rappresenta la chiave per l’ottimizzazione dei propri sforzi evitando la dispersione e la frammentazione delle energie.
Dobbiamo quindi dedicare del tempo a rispondere ad alcune istanze:

  • cosa voglio ottenere?
  • Quali sono i miei obiettivi?
  • Quali sono le mie priorità?
  • A cosa di importante dovrei dedicare il mio tempo?

Esercizio: scrivere i propri cinque obiettivi Smart per i prossimi sei mesi in ordine di priorità
Ogni obiettivo dovrà essere definito in modo Specifico, Misurabile, Attraente, Raggiungibile e Tempificato (oltre ad essere espresso in positivo ed ecologico).

Una valida abitudine consiste nel tenere una lista scritta dei propri obiettivi sempre in evidenza per poterli leggere spesso come ulteriore stimolo alla loro concretizzazione. Possono essere scritti ed appesi nella nostra postazione di lavoro, messi in un file collegato al desktop del computer (la soluzione che personalmente utilizzo) o scritti su di un post it sullo specchio del bagno o sulla porta del frigorifero.

20

+

anni di esperienza

50

+

formatori

250

+

tipologie di corsi

500

+

aziende Clienti

7500

+

corsisti formati