Limitare l'ansia

montagne

Articolo tratto dal libro:

Atteggiamenti mentali e azioni per il successo "Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati" di Claudio Scalco e Gianluca Gambirasio, FrancoAngeli 2012  

 

Libro

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Limitare l'ansia

«Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente». Seneca

Lo stress si manifesta in una persona quando le richieste dell’ambiente, secondo la sua percezione, eccedono le risorse a sua disposizione per farvi fronte. È legato al tempo presente e alla sua percezione ed utilizzazione (carico o sovraccarico).
L’ansia è la situazione psicologica di incertezza nei confronti del futuro con prevalenza di sensazioni spiacevoli di timore e paura. È collegata al tempo futuro.

La matrice problemi e opportunità:

 

Problema

Opportunità

Passato

Fallimento

Rimpianto

Futuro

Ansia

Sfida

L’ansia si può formulare attraverso questa formula:

Ansia = R x (OA – AU)

R= coefficiente di rischio percepito
OA= importanza che attribuiamo alle opinioni e ai giudizi degli altri
AU= autostima

Per limitare l’ansia possiamo quindi:

  • diminuire il coefficiente di rischio percepito (R): il rischio percepito da una persona è una variabile assolutamente soggettiva, dipende solo da noi. Un alpinista che scala uno dei quattordici ottomila della Terra nel compiere le sue imprese può percepire un livello di rischio molto inferiore rispetto ad una persona che sta salendo una scala. Per molte persone non avere la sicurezza di un posto fisso come dipendente viene percepita come un rischio molto alto mentre per altre non conta minimamente. Personalmente nell’affrontare qualsiasi situazione parto sempre dalla considerazione che le uniche attività che ritengo realmente rischiose sono quelle che mettono in gioco la salute fisica. Tutte le altre decisioni anche se dovessi incorrere in un risultato deludente, sono in ogni caso rimediabili. Questo non significa agire come un incosciente ma non avere paura di fallire e di prendere decisioni anche sbagliando. Un’eccessiva percezione del rischio rischia di immobilizzare le persone e di non farle agire.
  • diminuire l’importanza che attribuiamo alle opinioni e ai giudizi degli altri (OA): più diamo importanza alle opinioni e ai giudizi (positivi o negativi) che gli altri hanno di noi e ci impegniamo per piacere a tutti i costi, più rischiamo di collegare la nostra felicità agli altri e di agire facendo quello che vogliono loro. Le opinioni altrui sono importanti e utili per confrontarci, per avere stimoli, per avere dei suggerimenti e per valutare attentamente le decisioni da prendere ma attenzione a perdere il controllo delle proprie scelte.
  • aumentare la nostra autostima (AU): non siamo sicuramente degli esseri perfetti, ma ognuno di noi è ricchissimo di qualità positive che dobbiamo solo riconoscerci e valorizzare. Occorre evitare un’inutile e sterile competizione nei confronti degli altri. Non dobbiamo battere gli altri o pretendere di essere migliori degli altri, semmai possiamo sempre migliorare noi stessi. Nessun individuo è migliore di qualcun altro, sicuramente è diverso in quanto unico al mondo.

L’ansia è uno stato mentale. Spesso siamo più preoccupati per il pensiero di dover fare qualche cosa, rispetto all’azione stessa.
Chi si preoccupa e tormenta troppo per l’avvenire rischia di sprecare inutilmente energia per vivere bene il presente.
Il futuro è oggi… “non esiste domani”. Pensiamo alla nostra vita come ad una clessidra: tutta la sabbia nella parte superiore della clessidra passerà nella parte inferiore esclusivamente da un piccolo foro: un granello alla volta.

Poniamoci delle domande:

  • Rimpiango il tempo passato?
  • Mi alzo la mattina con l’entusiasmo di avere a disposizione un’intera giornata da vivere?
  • La sera prima di addormentarmi mi sento soddisfatto e contento della giornata vissuta?
  • Il futuro mi preoccupa o lo vivo come una grande opportunità da cogliere giorno dopo giorno?

Quando siamo eccessivamente preoccupati delle conseguenze negative delle nostre decisioni è impossibile concentrarci ed affrontare con serenità le scelte. Se siamo disposti ad accettare di affrontare anche il peggio che ci può capitare (che in ogni caso ha una bassa probabilità di accadere) non abbiamo più nulla da perdere e di conseguenza abbiamo tutto da guadagnare:

  • valutiamo sempre la peggiore delle conseguenze possibili di ogni nostra decisione;
  • siamo disposti a correre il rischio di dover accettare anche un fallimento?
  • Se lo siamo diamoci da fare per adoperarsi in modo tale che ciò non accada.

Il 99% delle cose per cui siamo in ansia non accadono mai. Tutti noi possiamo eliminare gran parte delle nostre ansie se considerassimo con razionalità le probabilità che un fatto avvenga. Quasi tutte le ansie o l’infelicità derivano dall’immaginazione e non da fatti e dati reali.

«Fai un profondo respiro, chiudi gli occhi e per un momento immagina il giardino più bello del mondo. E ora immagina di essere la persona responsabile di questo giardino. Tu sei il giardiniere. Sei nel tuo giardino e per un momento osservi intorno a te il tuo magico giardino e vedi tutte le cose stupende che vi crescono. Forse ci sono dei fiori. Forse ci sono degli alberi da frutta. Forse c’è della verdura stupenda. Tu scegli ciò che sta crescendo nel tuo giardino. Tu puoi far crescere qualunque cosa desideri. Puoi anche avere statue, archi, stagni, fontane… qualunque cosa tu desideri. Camminando nel tuo giardino, vedi mentalmente tutti i colori. Senti i profumi più delicati. Ascolti il suono degli uccelli e degli insetti. Camminando senti il terreno sotto i tuoi piedi. Senti l’aria sul tuo volto. Hai anche un senso di orgoglio in tutto ciò che vedi intorno a te. Ti godi realmente il tuo giardino. Ti rallegra tutto ciò che puoi vedere, udire, annusare e sentire. E mentre cammini nel tuo giardino, sei anche consapevole di tutte le cose che non sono ancora visibili. Cose che hai seminato tempo fa ma che non sono ancora cresciute. Semi o bulbi che un giorno germoglieranno e fioriranno. Immagina che cosa succederà quando ciò avverrà e come risulterà più bello il tuo giardino. E sei contento. E camminando, sei anche consapevole che sebbene queste piante un giorno appassiranno e moriranno, altre piante occuperanno il loro posto. Piante che cresceranno e fioriranno e profumeranno deliziosamente. E il ciclo andrà avanti. E tu ne fai parte.
Tu contribuisci a farlo succedere. Prenditi un momento per piantare qualche altro seme. C’è un’aiuola di terra dissodata, così l’unica cosa che devi fare è di spargere i semi e di ricoprirli con un po’ di terra. Nelle vicinanze c’è un annaffiatoio. Prendilo e spruzza un po’ d’acqua sul terriccio. Ed ora guarda ancora il tuo giardino e osserva un albero speciale o un fiore. Vai verso di lui e guardalo da vicino. Annusalo. Che profumo ha? Toccalo delicatamente. Che sensazione provi nel toccarlo? Prenditi un momento per apprezzarlo. Sei molto contento che sia lì. Ciò fa parte del tuo giardino. In questo posto speciale puoi avere risposta a qualunque cosa tu desideri sapere. E chiediti: “Qual è la cosa di cui ho più bisogno di sapere in questo momento? Aspetta un momento per la risposta e fidati del fatto che essa sarà lì sia che tu la sappia coscientemente o no. Guarda ancora una volta il tuo giardino e senti quel senso di gioia. Adesso preparati a lasciare il tuo giardino, sapendo che puoi ritornarci ogni qualvolta tu lo desideri. Fai un profondo respiro e lentamente ritorna nella stanza, portando con te quel senso di gratitudine e di gioia, e tenendolo con te per il resto della tua giornata».
“Il giardino magico” tratto da “In your hands” di Susan Norman

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