Facciamo chiarezza: stressor, stress, eustress e distressor

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Articolo tratto dal libro:

Atteggiamenti mentali e azioni per il successo "Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati" di Claudio Scalco e Gianluca Gambirasio, FrancoAngeli 2012  

 

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Facciamo chiarezza: stressor, stress, eustress e distressor

«Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti». Charles Darwin

Il termine stress viene spesso utilizzato impropriamente. Iniziamo con il fare chiarezza sulle definizioni basilari che andremo poi ad approfondire:

  • Stressor: stimolo stressante che tende a modificare l’equilibrio dell’organismo umano.
  • Stress: risposta di adattamento dell’organismo agli stressor. È un termine inglese che significa sforzo. La parola stress viene utilizzata nel mondo della produzione industriale per indicare la resistenza di strutture metalliche all’applicazione di forze.
  • Eustress: stress positivo. Dal greco eu che significa bene.
  • Distress: stress negativo. Dal greco dys che ha valore peggiorativo.

Lo stressor è uno stimolo che può connotarsi in diversi modi:

  • interno od esterno (derivante dall’ambiente che ci circonda): ad esempio un dolore fisico, la preoccupazione di dimenticarsi qualcosa da fare entro una certa ora, la mamma che ci rimprovera per il disordine, un ricordo oppure le pressioni del capo per rispettare una particolare scadenza lavorativa, una temperatura ambientale molto elevata, la coda in autostrada;
  • positivo o negativo: ad esempio vincere parecchi milioni di euro alla lotteria di fine anno, una promozione lavorativa oppure perdere il posto di lavoro, fare un incidente stradale;
  • tangibile o emozionale (legato al mondo delle relazioni interpersonali): ad esempio avere il conto corrente in rosso, aver subito il furto dell’automobile oppure avere litigato con la propria compagna, mancanza di sintonia con i colleghi di lavoro.

Lo stress è un processo indispensabile per mantenere inalterato il proprio equilibrio psicofisico. Lo stress di per sé non è né positivo, né negativo. La reazione che costituisce lo stress è utile per favorire l’adattamento ai numerosi stimoli di ogni giorno.
A questo punto si può manifestare come:

  • eustress (stress positivo): utile per aumentare la propria motivazione, rimanere attenti e concentrati, affrontare positivamente i problemi, utilizzare al meglio le proprie energie. Come disse H. Selye l’eustress costituisce il “sale della vita”. “L’eustress è (…) tutta l’efficacia dell’energia da stress e riduce al minimo la velocità di invecchiamento”;
  • distress (stress negativo): quando la reazione di adattamento richiesta all’organismo è eccessiva, continua e/o prolungata nel tempo rischiamo di determinare una diminuzione delle nostre capacità di risposta e di adattamento.

Una certa dose di ansia e di stress è auspicabile (eustress) per ogni persona che voglia essere fisicamente ed intellettualmente dinamica. L’importante è non esagerare (distress).
Il distress non corrisponde ad una quantità o ad un livello, ma dipende dal diverso modo in cui ognuno di noi percepisce e vive gli stimoli stressanti.
Ciò che risulta stressante in modo negativo per una persona, può non esserlo per un’altra. Avere sempre mille cose da fare ogni giorno per qualcuno è fonte di distress per qualcun altro è fonte di divertimento, stimolo e gioia di vivere. Per giudicare una situazione come negativa è perciò necessario l’intervento dei nostri pensieri, cioè del nostro sistema cognitivo.
Ogni persona, in presenza di una situazione stressante, ha dei pensieri, in tal modo proverà un’emozione, da cui scaturirà un comportamento, che potrà essere di avvicinamento a tale situazione o di rigetto / fuga.

Il processo di rielaborazione dello stimolo stressante:

Stimolo stressante (interno o esterno, positivo o negativo, tangibile o emozionale)

Pensieri (intervento del sistema cognitivo)

Emozioni

Comportamento (avvicinamento o rigetto/fuga)

Anche solo con il pensiero, ognuno di noi può crearsi od eliminare lo stress. Essendo lo stress adattivo ciò che fa la differenza è la maniera in cui noi reagiamo agli stimoli stressanti, come interpretiamo soggettivamente gli eventi.
Le circostanze per sé sole non bastano a renderci stressati o rilassati. È il modo di reagire a queste circostanze che determina i nostri sentimenti e le nostre emozioni. La vita è quella che il nostro pensiero va creando interpretando le nostre esperienze, è l’elaborazione del nostro sistema cognitivo di quello che ci accade.
Ogni evento presenta sempre aspetti positivi ed aspetti negativi, sta a noi scegliere su quali soffermarci e di conseguenza generare emozioni positive o negative. Essere felici e rilassati è molto più semplice di quel che si crede.

R. Earle, Canadian Institute of Stress.

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