Svolgere il proprio lavoro con soddisfazione

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Articolo tratto dal libro:

Atteggiamenti mentali e azioni per il successo "Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati" di Claudio Scalco e Gianluca Gambirasio, FrancoAngeli 2012  

 

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Svolgere il proprio lavoro con soddisfazione

«Non si è mai fatto nulla di grande senza entusiasmo». Ralph Emerson

Il nostro lavoro può essere il più bello o il più brutto del mondo, dipende sempre da come noi ci poniamo e da che cosa noi ricerchiamo realisticamente in un lavoro.
Il tempo lavorativo rappresenta troppa parte della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o dell’orario di uscita.

Un elemento decisivo è rappresentato dalla forza della motivazione (motiv + azione = i motivi che ci stimolano all’azione) personale e dalla soddisfazione lavorativa (bilancio tra gli aspetti positivi e gli aspetti negativi del proprio lavoro).

Trovare piacere, essere stimolato, andare sempre alla ricerca di nuovi traguardi, essere ambiziosi, svegliarsi alla mattina con un sorriso, voler sempre migliorare, non sentirsi mai arrivati e/o stanchi, divertirsi lavorando, avere passione… sono sicuramente la “tecnica” più efficace per fare bene e con successo il proprio lavoro e di conseguenza innalzare la qualità della propria Vita.

Ognuno di noi è motivato da fattori differenti, non stanchiamoci mai di ricercare e costruirci l’attività lavorativa che nel complesso ci dia i migliori impulsi per esprimere le nostre grandi potenzialità.

Se il bilancio del nostro lavoro non ci piace costruiamoci un progetto per modificare le cose che non vanno o se è una lotta senza speranza pianifichiamo e attuiamo la ricerca di una nuova società o cambiamo completamente tipo di lavoro.
La felicità al lavoro nel lungo periodo dipende solo ed esclusivamente da noi. Come disse Appio Claudio: "Faber est suae quisque fortunae" (ognuno è artefice del proprio destino). È molto più facile dare la colpa all’azienda, al nostro capo, al contesto economico o a qualsiasi fattore esterno (alibi), rispetto a prendersi la responsabilità di cambiare le cose che non vanno o la dignità di accettare le cose che non ci piacciono ma che non siamo in grado di cambiare.
Nel film “Sliding Doors” la vita della protagonista (interpretata dall’attrice Gwyneth Paltrow) cambia radicalmente l’intero suo corso anche solo per il fatto che una mattina riesca a salire al volo su una metropolitana o la perda. Se un episodio così piccolo è in grado di cambiare un’intera vita, figuriamoci quante cose possiamo cambiare nel nostro lavoro con le migliaia di azioni e di decisioni che ogni giorno possiamo prendere.

Attenzione a non cadere nella trappola / alibi del “c’è crisi”, “a cinquantanni non ti prende nessuno”, “ho un mutuo da pagare”, ecc. Verissimo, queste ed altre situazioni non agevolano e non rendono facile ed immediata la ricerca di un altro lavoro. Se vogliamo però effettivamente cambiare dobbiamo prendere queste difficoltà come uno stimolo in più per impegnarci nella ricerca con costanza e determinazione. Invece di impiegarci poche settimane per trovare un altro lavoro, impiegheremo qualche mese o qualche anno ma alla fine la nostra determinazione ci porterà al risultato.
Se al contrario decidiamo di lasciar perdere e di rimanere con l’attuale occupazione, non lamentiamoci e siamo contenti. Se non cambiamo significa che abbiamo valutato che l’attuale lavoro sia per noi la situazione migliore tra tutte quelle possibili e di conseguenza dobbiamo essere contenti di aver anche questa volta fatto la scelta migliore.
Sempre e comunque siamo per fortuna delle persone libere che possono scegliere cosa è meglio per noi. Cambiare non è facile ma non è impossibile, dipende sempre ed esclusivamente da noi.
Anche di fronte ad un malvivente che in mezzo alla strada ci punta una pistola e ci chiede l’orologio, siamo sempre liberi di scegliere cosa fare:

  • oltre all’orologio gli “regalo” anche il portafoglio…;
  • inizio una colluttazione;
  • provo a parlarci;

Tra le tante alternative possibili ognuno di noi è sempre libero di scegliere quella che ritiene più adatta.
Passare una vita a fare un lavoro che non ci piace e che non ci soddisfa rischia di minare la nostra serenità. Dobbiamo essere convinti che non facciamo un brutto lavoro ma che è il più bel lavoro che siamo stati in grado di crearci e che ne possiamo sempre cercare uno migliore e/o impegnarci per migliorare quello attuale.
Occorre toglierci dalla testa l’idea che esista un lavoro perfetto e meraviglioso. Come tutte le cose della Vita qualsiasi lavoro avrà elementi che ci piacciono e elementi che ci piacciono di meno, sta a noi scegliere il lavoro più adatto a noi ed impegnarci nel tempo per migliorare la nostra situazione mantenendo l’attuale lavoro o cambiandolo.

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