I risultati di un anno sono la somma dei risultati di ogni giorno

«Il tempo è una serie infinita di <<adesso>> uniti insieme». Chin – Ning Chu

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

<<Un Professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa tre centimetri di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì.

Allora il Professore tirò fuori una scatola di piselli, li versò dentro il vasetto. I piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.

Ancora una volta il Professore tirò fuori una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. La sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato.

Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.

Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, una lattina di birra e la versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.

Gli studenti risero. “Ora,” disse il Professore, “voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.

I sassi sono le cose importanti – la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri genitori e/o figli. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto … le piccole cose.”

“Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia,” continuò il Professore “non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felice: ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l’auto. Prendetevi cura dei sassi per prima – le cose che veramente contano.

Fissate le vostre priorità… il resto è solo sabbia”.

Uno studente allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra.

Il Professore sorrise. “Sono contento che me l’abbia chiesto. La birra rappresenta il sorriso. Per quanto piena possa essere la vostra vita, c’è sempre spazio per un sorriso.”>>[1]

Alla fine dell’anno il risultato generale non è altro che la somma dei risultati conseguiti ogni giorno. Ogni giorno abbiamo sempre a disposizione:

–      24 ore

–      1440 minuti

–      86400 secondi

Il tempo è uguale per tutti. L’utilizzo che ne facciamo e i risultati che otteniamo dipendono solo da noi.

Anche le attività ripetitive che ci richiedono solo pochi minuti ogni giorno, se viste nell’arco di un anno intero diventano intere giornate. Occorre sempre domandarci se il tempo che investiamo su un’attività valga la pena oppure no.

Se ad esempio ogni giorno navighiamo in Internet per un’ora, significa che in un anno investiamo più di 15 giorni della nostra Vita navigando in Internet. Riuscire a dedicare nell’arco di una giornata anche pochi minuti per portare avanti un progetto per noi importante, può sembrare poco ma se riusciamo a mantenere la costanza di farlo per un lungo periodo, avremo fatto sicuramente un gran passo avanti.

Riuscire a scrivere un libro può sembrare ad esempio un impegno eccessivo e che difficilmente riusciremmo a far convivere con tutti i nostri impegni lavorativi. Se però prendiamo la decisione di dedicare quindici minuti ogni giorno al libro, impiegheremo alcuni anni ma alla fine raggiungeremo il nostro obiettivo semplicemente avendo deciso di dedicare a partire da oggi quindici minuti al nostro progetto. Per riuscire a raggiungere un importante obiettivo nel futuro, dobbiamo decidere di dedicarci del tempo fin da oggi.

Una simpatica metafora paragona la difficoltà di portare avanti progetti ambiziosi all’obiettivo di cibarsi di un intero elefante. L’obiettivo ci può spaventare e demotivare in quanto ci sembra impossibile da realizzare. In realtà se analizziamo un elefante come la somma di cinquemila bistecche da trecento grammi ciascuna, possiamo decidere di iniziare a mangiare una bistecca di elefante ogni due giorni (per non farne indigestione), impiegheremo quasi sette anni ma alla fine avremo raggiunto anche l’obiettivo di mangiare un elefante intero.

È solo riuscendo a trarre il massimo da ogni nostra giornata che possiamo ambire a raggiungere importanti traguardi nel medio lungo periodo.

Per difenderci dagli imprevisti e dalle mille richieste quotidiane, dobbiamo imparare a dire di no. La tecnica più semplice è di accettate di non poter fare tutto. Stabiliamo un ordine di priorità nella nostra Vita. Prima di dire di sì analizziamo le conseguenze causate dalla nuova attività. Pensiamo a tutte le attività che non saremo in grado di eseguire e/o gli obiettivi che raggiungeremo in ritardo con le relative ripercussioni. Un sì detto oggi si trasforma sempre e comunque in un no a qualche altra attività.

I bambini sanno istintivamente dire “no”, diventati adulti abbiamo imparato a dire sempre “sì”, anche quando non possiamo farcela (ai Clienti, ai colleghi, al capo, al coniuge, ai figli, agli amici, ecc.). È indispensabile imparare a dire di nuovo “no”.

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.


[1] “Mi cambierebbe 25 minuti”, M.Cardaci – Ed. Bannò, 2005

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Pianificare non significa sognare

«Un piano non ha valore alcuno, a meno che esso non degeneri in un lavoro». Peter Drucker

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Nel suo libro “I sette pilastri del successo” Stephen R.Covey[1] scrive:

«Supponiamo che in un bosco vi imbattiate in un uomo intento febbrilmente a segare un albero.

“Che cosa state facendo?” chiedete.

“Non vede?” è la secca risposta. “Sto segando questo albero.”

“Ma lei sembra sfinito!” esclamate. “Da quanto tempo ci lavora?”

“Più di cinque ore”, risponde quello, “e non ne posso proprio più. È un lavoro massacrante.”

“Be’, perché non smette per qualche minuto e dà una bella affilata a quella sega?” suggerite. “Sono sicuro che funzionerebbe molto più alla svelta.”

“Non ho tempo per affilare la sega, io.” Risponde l’uomo in tono irritato. “Sono troppo occupato a segare….».

La pianificazione è un processo che partendo dall’analisi delle opportunità e delle risorse a disposizione, definisce gli obiettivi desiderati e i relativi piani d’azione per tradurli in realtà.

Il processo di pianificazione ci pone di fronte a tre quesiti:

1. Dove siamo?

2. Dove vogliamo andare?

3. Come vogliamo fare per arrivarci?

Pianificare significa stabilire un ordine di priorità nello svolgere le nostre attività. È importante mettere nero su bianco la nostra pianificazione. Scrivere aiuta a non dimenticare nulla, a riflettere con attenzione e a prendere maggiore consapevolezza.

Troppo spesso l’attività di pianificazione viene ritenuta un’inutile perdita di tempo e un qualcosa di teorico ed astratto. In realtà:

pianificare non significa esprimere sogni e desideri. Chiunque è in grado di sognare: voglio acquistare una Ferrari, voglio triplicare il fatturato, voglio restare tutto l’anno in vacanza. Pianificare implica definire obiettivi ambiziosi ma nello stesso raggiungibili.

Pianificare non significa ingessare con mille dettagli l’attività. La sintesi permette di focalizzare le risorse a disposizione sugli aspetti più rilevanti. Pensare lentamente ma agire velocemente.

Pianificare non significa agire nel futuro. La pianificazione mira a prendere da subito le decisioni che riteniamo più adatte per aumentare le probabilità di conseguire i risultati auspicati e metterle in pratica iniziando da oggi. Il nostro futuro lo costruiamo un giorno dopo l’altro, oggi compreso!

Pianificare non significa semplicemente desiderare o sognare un obiettivo, ma è necessario:

  1. definire esattamente quali sono i risultati che vogliamo ottenere;
  2. decidere quali sono le risorse (tempo e denaro) che vogliamo impiegare.

Se i due elementi non vengono considerati congiuntamente si ottiene una pianificazione non corretta:

v solo risultati à esprimere desideri, sognare ad occhi aperti;

v solo risorse à prendere impegni non mirati ad un obiettivo preciso, darsi un gran da fare ma con quale finalità?

Occorre impegnarsi per trasformare un semplice buon proposito (la logica del “vorrei”) in un vero e proprio obiettivo con conseguente piano d’azione (la logica del “voglio”).

Occorre decidere di dedicare un tempo adeguato alla pianificazione e all’organizzazione del nostro futuro. Occorre passare da una gestione del tempo come “giornate da riempire” (dedicare tutto il proprio tempo a disposizione) ad “organizzare azioni calibrate sui nostri obiettivi”.

Il cambiamento è un viaggio da quella che definiamo la “situazione attuale”, quella nella quale ci troviamo adesso, a quella “desiderata”, quella che immaginiamo dopo i cambiamenti.

Quindi per prima cosa, come fa il nostro navigatore satellitare, dobbiamo stabilire dove siamo e poi fissare una meta.

Se il navigatore non riesce a stabilire il punto di partenza non è in grado di stabilire e calcolare il percorso.

Terminate queste due operazioni il navigatore calcola la rotta sulla base dei parametri che abbiamo inserito (es: evita autostrada, percorso più breve, transita per una certa località, ecc.).

Quanto più abbiamo chiaro il punto di partenza, quello di arrivo e i parametri del viaggio, tanto più facile sarà calcolare la rotta e organizzarsi per il viaggio.

Per poter definire una corretta pianificazione delle attività, occorre innanzitutto aver ben presente quanto è stato fatto in passato e l’attuale situazione. Raccogliere informazioni qualitative e quantitative (in particolare numeri, fatti e dati) e metterne in evidenza quelli principali è un utile esercizio per riflettere e ragionare su quanto fino ad oggi svolto.

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.


[1] “I sette pilastri del successo” Stephen R.Covey, Ed. Bompiani, 2001

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