Accontentarsi di poco, impegnarsi molto: sviluppare una gioia diffusa

«Abbiamo soltanto la felicità che siamo in grado di capire». Maurice Maeterlinck

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Un altro atteggiamento che riteniamo importante è rappresentato dalla capacità di saper trarre gioia e felicità anche dalle piccole cose e non vivere con la perenne attesa di tempi migliori. Non significa accontentarsi, fregarsene e/o vivere alla giornata. Significa non aspettare il futuro per essere felici, fermo restando la consapevolezza che siamo noi a costruirci il nostro fututo un giorno alla volta.

Il rischio è quello di spostare sempre più in là il momento in cui saremo felici: quando avrò un posto di lavoro fisso, quando guadagnerò di più, quando avrò una famiglia, quando avrò comprato la nuova macchina, quando andrò in vacanza, quando mi sarò laureato, quando avrò più soldi, ecc.

Pensate ad esempio a quante persone vivono con l’ossessione del denaro, accumulandolo a più non posso senza mai fermarsi per tutta la vita e vivendo con la perenne sensazione di essere poveri.

Ed oggi?

Già oggi se ci pensiamo bene siamo delle persone Ricche, molto fortunate e con tanta bellezza intorno a noi. Già pensare a quello di bello che siamo ed abbiamo ci deve riempire di gioia.

Sarà altrettanto bello impegnarci per aggiungere ulteriori gioie alla nostra Vita.

E’ un po’ come quando si va in montagna, se colleghiamo la nostra gioia solo al momento in cui saremo arrivati in cima alla nostra vetta, rischiamo di limitare la nostra gioia e la nostra felicità a quei pochi minuti in cui saremo in cima alla montagna e solo nel caso in cui riusciremo a raggiungere la vetta che ci eravamo prefissi. Se al contrario traiamo gioia e motivazione già nel preparare la nostra spedizione, durante gli allenamenti e in ogni passo e/o decisione che prendiamo nell’avvicinarci alla vetta, forse avremo sviluppato una gioia diffusa. Avere degli obiettivi e dei traguardi ambiziosi da raggiungere è stimolante ma non dobbiamo legare la nostra soddisfazione esclusivamente al raggiungere o meno quei traguardi. Il viaggio e il percorso che intraprendiamo verso le nostre mete devono darci altrettanta soddisfazione ed entusiasmo. In cima all’Everest ci arrivano in pochi e quelli che ci arrivano ci restano spesso per pochi minuti a causa del freddo, del vento, della quota e del dover rientrare presto al campo avanzato.

Nella Vita è bello impegnarci per i nostri piccoli o grandi Everest che con impegno saremo in grado di raggiungere e che se non raggiungeremo, hanno ugualmente riempito le nostre esistenze con il bello di averli sognati e di esserci impegnati al massimo per raggiungerli.

La metafora del pescatore.

In un atollo delle Maldive un turista italiano appena giunto per una vacanza di una settimana tutto incluso, nota un pescatore locale che esce la mattina con la sua barca a remi e dopo circa due ore ritorna con una cesta di pesce. Lo osserva incuriosito il primo giorno, il secondo giorno ed al terzo giorno decide di volerlo conoscere.

<<Come mai tutte le mattine stai fuori in mare solo due ore a pescare invece che tutta la mattinata?>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Stando fuori tutta la mattina avresti modo di prendere molti più pesci e li potresti vendere ai ristoranti e agli abitanti delle altre isole…>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Dopo qualche mese inizieresti ad avere una Clientela affezionata che con il passaparola ti porterebbe ulteriori Clienti e potresti così restare fuori in barca tutta la giornata per pescare ancora più pesci>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Dopo un anno avresti i soldi necessari per comprarti anche un motore per la barca per riuscire a pescare anche più lontano>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Dopo qualche anno potresti pagare delle persone del tuo villaggio per venire a darti una mano a pescare>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Tra una decina di anni potresti avere più di una barca ed aver messo da parte molti soldi>>.

Il pescatore risponde: <<E allora?>>.

<<Come e allora? Una volta in pensione, con tutti quei soldi riuscirai a goderti la vita>>.

Il pescatore risponde: <<E io cosa sto facendo adesso?>>

Stiamo molto attenti a “vivere nel futuro” spostando sempre la nostra felicità sempre più avanti, quando finalmente saremo laureati, saremo diventati Dirigenti, avremo finito di pagare il mutuo o avremo raggiunto la tranquillità economica.

Ogni giorno merita di essere vissuto pienamente ed è sempre ricco di tanti splendidi momenti, sta a noi saperne godere.

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Il giusto mix di autostima e umiltà

«Non cercare di fare una cosa a meno che tu non sia sicuro di te stesso, ma non abbandonarla solo perché qualcun altro non ha fiducia in te». Stewart White

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Il perdente è quello che pensa che una cosa non si può fare oppure che lui non è in grado di fare una certa cosa. Se siamo convinti che una cosa non sia possibile, sicuramente avremo ragione in quanto non proveremo nemmeno a farla o se ci proveremo ugualmente con tutta probabilità non lo faremo con la necessaria motivazione. Per raggiungere un risultato noi dobbiamo partire da una situazione iniziale che chiameremo “I” e dobbiamo fare una successione di cose per arrivare alla situazione desiderata che chiameremo “D”.

I—-O—O——-O——O———-O—-O——O——–O——O—O—D

Quando partiamo da “I” sappiamo in partenza che per arrivare a “D” ci saranno delle  difficoltà, delle resistenze e degli ostacoli che chiameremo “O” e all’inizio non sappiamo ancora quanti e quali saranno, diciamo che saranno “N” (che in matematica sta per numero indefinito). Quando inizia il percorso la persona che non crede al successo, nell’incontrare gli ostacoli comincia a dirsi frasi del tipo:

  • “Cominciamo bene!;
  • “Lo dicevo che è molto improbabile”;
  • “Non ce la posso fare”;
  • “E’ impossibile”;
  • “E’ come pensavo, è veramente troppo dura”;
  • “Ma chi me lo fa fare, questa è la dimostrazione che è solo una perdita di tempo!”;
  • “E’ meglio lasciar perdere”;

La persona che invece ci crede (come Edison che ha portato a termine migliaia di esperimenti prima di riuscire ad accendere la sua prima lampadina) ragiona in un modo diametralmente opposto. Alla prima difficoltà pensa: “e vai! un ostacolo in meno, tra me e quello che sono sicuro di raggiungere adesso i problemi sono N-1. E dopo che ha superato la seconda difficoltà pensa “bene, adesso i problemi sono N-2! E via di seguito, senza mai scoraggiarsi forte della convinzione che ogni ostacolo superato lo sta avvicinando al successo.

Un altro importante requisito per il Successo è rappresentato dall’umiltà che rappresenta la base per poter migliorare. Se non si è fermamente convinti di poter sempre migliorare, difficilmente saremo in grado di farlo.

Nello stesso tempo non bisogna vivere con un senso di inadeguatezza perenne e di attesa nell’agire a quando saremo finalmente “perfetti”. Fin da oggi abbiamo tantissime cose in cui migliorare ma nello stesso tempo abbiamo anche tantissime cose che riusciamo a fare bene. Oltre ad allenare i “muscoli” poco tonici, dobbiamo utilizzare al meglio quelli che invece sono già ora in un buon stato di forma. Una sindrome che spesso riscontriamo è quella dello “studente a vita”, non nel senso positivo del termine, vale a dire una persona che impara sempre, ma nel senso di una persona che aspetta perennemente a mettersi in gioco dietro la scusa di dover finire l’ennesimo master post laurea, di dover fare l’ennesimo stage di preparazione, di dover imparare la quinta lingua straniera o similare. Pianificare un progetto è importante ma è anche fondamentale mettere in atto i nostri progetti, passare all’azione. Non dimentichiamoci che è anche nel fare le cose e nello sperimentare (commettendo anche degli errori) e nel mettersi in gioco che si impara e si ottengono risultati mano a mano superiori.

Affrontare le sfide che ogni giorno ci aspettano concentrandoci sulle nostre capacità e sulla convinzione che abbiamo già sviluppato buone doti (che naturalmente continueremo a migliorare), ci aiuta ad affrontare meglio le situazioni.

Credere in noi stessi e nelle nostre possibilità di successo è un elemento determinante per affrontare nel giusto modo i nostri progetti ambiziosi.

Dobbiamo avere il giusto mix di:

–       Umiltà: possiamo sempre fare meglio;

–       Autostima: fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi fin da oggi e senza bisogno di aspettare tempi migliori.

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