Atteggiamenti mentali e azioni per il successo

«Everest Express non riuscì a raggiungere la vetta dell’Everest. Ma noi, noi avevamo avuto successo? Decidete voi. Io credo che il successo sia qualcosa di personale, diverso da individuo a individuo, non dovrebbe essere decretato da ciò che la società pensa. Se tenteremo di vivere secondo parametri dettati da altri, non potremo mai sentirci soddisfatti, pensare di aver avuto successo: qualcun altro sarà sempre più ricco, più bello, più dotato, più forte, o avrà avuto più successo di noi. Noi eravamo convinti di aver avuto successo, come persone e come squadra». Jim Hayhurst

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Il cervello è stato anche definito il servomeccanismo più complesso che l’uomo conosce. Questo servomeccanismo è quello che usiamo per raggiungere i nostri obiettivi e realizzare i nostri desideri.

Se impariamo a usarlo in maniera più corretta, cioè più mirata, otteniamo risultati migliori. Imparare a usarlo significa per esempio sapere quali comandi impartire e come impartirli.

Il cervelletto è un servomeccanismo e come tale comunica in “cibernetico”, cioè un linguaggio molto simile a quello che usiamo per le macchine:

  • Non riconosce la particella negativa “no” e “non”: per questo quando ci poniamo gli obiettivi dobbiamo farlo sempre in positivo: “non voglio un lavoro noioso” è sbagliato, dobbiamo invece dire “voglio fare un lavoro che mi diverta”.
  • E’ letterale, cioè prende alla lettera quello che gli diciamo senza discutere, senza criticare, senza ridere o dispiacersi. Se ci diciamo frasi del tipo “penso di essere veramente brutto”, il nostro inconscio non ci dice “Io non sono d’accordo!”, oppure “Ma come ti è venuta questa idea!
  • Non fa differenza tra un’esperienza realmente vissuta e una vividamente immaginata: quante volte al cinema vi siete spaventati per una scena che non aveva nulla di reale?
  • Non ha il senso del tempo: pensate a qualcosa di bello del passato, come vi sentite? Bene, certo, eppure non sta accadendo adesso.
  • Vuole sempre dare una spiegazione a tutto, qualsiasi situazione, sensazione, immagine, suono, profumo, sapore, contatto, ecc.: mentre camminate per strada, in autobus, al bar o in banca, prestate attenzione all’incessante lavorio della vostra mente.

Le nostre credenze (convinzioni che abbiamo senza una prova scientifica) diventano “profezie” di quello che ci accadrà.

Essere convinti che una certa cosa accadrà, che è possibile, che siamo in grado di farla o di ottenerla, farà in modo che vedremo ogni avvenimento come una conferma della nostra convinzione: e questo rinforzerà la nostra fiducia, la nostra motivazione, l’energia, l’autostima, la soddisfazione.

La preparazione mentale è fondamentale, e rappresenta il presupposto per il successo. Cosa significa esattamente “preparazione mentale” o “mental training”?

In parole molto semplici significa “dare al nostro cervello i comandi e le suggestione corrette in funzione di quello che vogliamo ottenere”.

“Se inviamo istruzioni dirette al nostro inconscio, esso si incaricherà di aiutarci a indirizzare la nostra vita verso situazioni migliori”. Milton Erickson

In questo libro analizzeremo gli atteggiamenti mentali per il successo:

  • Eliminare gli alibi: “faber est suae quisque fortunae”
  • Sviluppare una visione positiva
  • Non aver la paura di morire ma aver la Gioia di Vivere
  • Combattere stress ed ansia
  • Non è un insuccesso ma è un risultato
  • Il giusto mix di autostima e umiltà
  • Accontentarsi di poco, impegnarsi molto: sviluppare una gioia diffusa

E le azioni (comportamenti) per il successo

  • Svolgere il proprio lavoro con soddisfazione
  • Gestire al meglio il tempo lavorativo e non
  • Pianificare non significa sognare
  • Definire gli obiettivi e i risultati da raggiungere
  • I risultati di un anno sono la somma dei risultati di ogni giorno
  • Andare a caccia di problemi: giocare d’anticipo
  • Allenare il muscolo della creatività
  • Non fare debiti: scegliere di lavorare è meglio di dover lavorare

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.

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Non avere la paura di morire ma avere la Gioia di Vivere

«Anche oggi è stato il giorno più bello della mia Vita». Gianluca Gambirasio

L’unica certezza che abbiamo sulla nostra Vita e su quella delle persone a noi care è che prima o poi finirà. Questo dato di fatto deve rappresentare uno stimolo e una motivazione in più per cercare di cogliere la bellezza di ogni secondo della Vita che trascorriamo da soli o in compagnia di altre persone.

Molte persone utilizzano frasi del tipo:

  • “Che bello quando ero giovane…”;
  • “Che bello quando sarò in pensione…”;
  • “Che bello ai tempi dell’Università…”;
  • “Non vedo l’ora di andare in vacanza…”, ecc.

Personalmente ritengo che qualsiasi momento della Vita sia bello:

  • il passato (da ricordare senza rimpianti);
  • il presente;
  • il futuro (fatto di tanti ora messi insieme).

L’unico periodo della mia Vita in cui ho voluto che il tempo passasse velocemente è stato quando mia moglie era incinta di due gemelli. La preoccupazione che qualcosa potesse andare male ha fatto sì che ogni sera pensassi “Che bello è passato un altro giorno”. Alla fine sono nati solo 20 giorni prima del termine, con parto naturale e pesavano 2,500 kg e 2,510 kg (che per essere due gemelli non è niente male).

La paura della morte non deve prendere il sopravvento sulla gioia di Vivere.

Ed anche nel momento in cui la morte porterà via una persona a noi cara non pensiamo solo all’immenso dolore che proviamo dall’aver perso quella persona ma alla fortuna che abbiamo avuto nell’aver avuto a disposizione per poco o tanto tempo quella persona così speciale per noi. Auguriamoci ed auguriamo agli altri di vivere più di 100 anni ma viviamo ogni giorno come se fosse l’ultimo a disposizione e quindi non sprechiamolo. Per non sprecarlo credo sia sufficiente vivere in coerenza con quello che riteniamo essere per noi veramente importante. Saper che quel giorno verrà deve spingerci a voler ancora più bene alle persone care che ci circondano e a non darle mai per scontate o a metterle in secondo piano rispetto ad altri impegni della Vita.

Quando abbiamo la tentazione di lamentarci per qualcosa che non va o ci sembra di essere in un brutto periodo, proviamo a chiudere gli occhi per un attimo e pensare a come ci sentiremmo se dovessero comunicarci una brutta notizia relativa ad una persona a noi Cara o a noi stessi. Forse riaprendo gli occhi ci sentiremo molto stupidi per esserci lamentati di non guadagnare a sufficienza, di aver rovinato l’automobile, di non essere andati in vacanza, di esserci rotti una gamba o altro e correremmo ad abbracciare le persone a noi Care. Troppe volte siamo avari nei “Ti amo” e nei “Ti voglio bene” che rappresentano forse il patrimonio più importante che una Persona possa accumulare nel corso di un’intera Vita.

Personalmente mi auguro che il mio funerale sia una festa in cui le persone ricordino i bei momenti trascorsi insieme e che appunto non piangano per la mia mancanza ma siano felici e gioiosi del fatto che mi abbiano avuto. Mi auguro che non venga speso nemmeno un euro per fiori, addobbi od altro ma che vengano utilizzati per comprare qualcosa di buono per bere e mangiare insieme (altrimenti che festa sarebbe). Scusate per la mia assenza alla festa ma evidentemente mi hanno chiamato per salire su montagne ancora più alte di quelle della Terra. Anche se dovessi morire oggi stesso non ho rimpianti perché ho sempre vissuto ogni giorno della mia Vita con la stessa intensità come se fosse stato l’ultimo a disposizione e mi sono sempre divertito ed entusiasmato un sacco. Soddisfazioni come aver avuto degli splendidi genitori (nessuno meglio di loro mi ha fatto capire che cosa sia l’Amore incondizionato), le gioie e le emozioni condivise in tanti anni con mia moglie (l’unica donna che ho amato nella mia Vita) ed essere diventato padre di tre splendidi figli da sole sono state più che sufficienti per aver avuto un bilancio incredibilmente positivo della mia Vita. E a quelle tre immense soddisfazioni ogni giorno della Vita se ne sono sempre aggiunte tantissime altre meno importanti ma talmente tante (una vetta, un piatto da mangiare, una chiacchierata, un gioco, un profumo, una canzone, un tramonto, un film, una fotografia, un premio, una pennichella, una nuotata, un saluto, una sciata, una pescata, un viaggio, un bacio, una soddisfazione lavorativa, una sorpresa, una telefonata, un arcobaleno, un animale selvaggio, un regalo, una casa, un sorriso, una lettura, un libro, una barzelletta, un imprevisto, una lacrima, ecc.) da far sempre piacere. Nella Vita succedono sempre anche cose meno positive, sta a noi scegliere quali conservare e se e come farci influenzare. Se poi non esistessero anche dei momenti un po’ meno belli, forse saremmo meno capaci di apprezzare quei tantissimi momenti belli ed indimenticabili che ci accadono ogni giorno. E se avrò la fortuna di aver a disposizione altro tempo sono sicuro che mi aspettano tante altre bellissime cose che saprò accogliere a braccia aperte.

Mi ricordo ad esempio quando un giorno a causa di una tromba d’aria sull’automobile di mio padre (una persona molto parsimoniosa) cadde un ramo di un albero rompendo il tetto, il vetro anteriore, il vetro posteriore, ecc. Rientrando a casa ero preoccupato di come avrebbe potuto reagire mio padre. Suonai al campanello e scese a guardare l’automobile. Non disse nulla, si limitò a togliere dal tetto (quello che ne rimaneva) una foglia e restò in silenzio. Anche in quella circostanza capii che per mio padre e per mia madre ero più importante io che una stupida macchina.

Sapendo che quel giorno arriverà, voglio vivere l’Oggi senza rimpianti e senza desideri dell’ultima ora. I miei genitori, che ho la fortuna di avere ancora entrambi, mi hanno fatto un regalo troppo bello per sprecarlo nelle lamentele o nell’insoddisfazione perenne circa quello che non ho o quello che non va bene. Mi mancheranno tante cose, tante cose non vanno sempre per il verso giusto, problemi e casini non mancano mai, ma quelle cose positive anche piccole che tutti i giorni ho a disposizione sono più che sufficienti per rendermi pienamente soddisfatto.

Quando non ci sarò più, sarà sufficiente alzare gli occhi in direzione di una qualsiasi montagna innevata per vedermi ancora lì a far fatica in salita, con i miei sci ai piedi, per conquistare un altro pezzo di Gioia.

Alessandro, Alice, Cristina, Erika, Mamma, Massimiliano, Milos, Naike, Nicoletta, Sacha, Sinuhe, Papà e Vanja: Grazie e vi Amo

(n.d.r. sono i 3 figli, la moglie, le sorelle e i nipoti di Gianluca Gambirasio).

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