Uno dei miei figli è un grande ottimista!

Nei corsi di formazione aziendale sulla comunicazione e/o sulla vendita, spesso ci si sofferma sull’importanza di comunicare al Cliente utilizzando una forma positiva e non negativa.

Dire ad un Cliente “Non possiamo consegnarle la merce domani mattina” ha sicuramente un impatto diverso rispetto a dire “Al più tardi le consegneremo la merce entro 48 ore”.

Così come dire “Non posso farle uno sconto del 10%” rispetto a “Posso farle uno sconto del 5%”.

Oppure “Non abbiamo le cravatte blu” rispetto a “Abbiamo le cravatte azzurre e celesti”.

Ieri sera un collega ha chiesto ad uno dei miei tre figli (frequenta la prima elementare): “Cosa ti piace di più della scuola?” “Quando torno a casa…”. Ho un figlio ottimista e positivo!!!

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Oddio il 17 marzo è festa, il PIL crollerà…

Avrete letto e/o visto alla televisione il dibattito circa l’opportunità o meno di proclamare una giornata di festa il occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia del 17 marzo.

Ancora una volta sono rimasto allibito dal diffuso approccio quantitativo al lavoro scambiando i kilogrammi di lavoro con la qualità del lavoro (raggiungimento degli obiettivi con il minor utilizzo di risorse, tra cui il tempo impiegato per raggiungerli). Numerosi politici ed imprenditori si sono dichiarati contrari a questa giornata di festa a causa del danno che si produrrà in termini di PIL…

Ritengo che il principale problema del PIL dell’Italia non sia rappresentato dalla quantità del lavoro ma soprattutto dalla qualità con cui si lavora. Si può benissimo lavorare anche 365 giorni su 365 ma se lo si fa male ed in modo poco efficiente ed efficace, anche il PIL non aumenterà molto.

Per sollevare il PIL occorre investire di più nello sviluppare idee di business efficaci, utilizzare metodi organizzativi che riducano gli sprechi ma soprattutto diffondere una maggiore motivazione e competenza nelle persone che lavorano nelle aziende.

Persone poco motivate possono anche lavorare 24 ore al giorno ma con tutta probabilità produrranno risultati di gran lunga inferiori a quelli che potrebbero ottenere se fossero motivati e coinvolti nello sviluppo della propria azienda.

Lavorando meglio e diffondendo prassi di successo il PIL italiano avrebbe di sicuro un’impennata e potremmo tutti lavorare molto meno.

Personalmente il mio obiettivo è lavorare il meno possibile per raggiungere gli obiettivi di business e di qualità della vita che mi sono dato. Volendo avere quanto più tempo libero possibile da dedicare alla mia famiglia e alla mia “malattia per lo scialpinismo”, quando lavoro lo faccio con lo spirito di non sprecare nemmeno cinque minuti di tempo in quanto sono consapevole che tante piccole perdite di tempo potrebbero costarmi un’uscita in montagna…

Una persona che raggiunge un obiettivo lavorativo lavorando 1 solo giorno invece di 2 (e il secondo giorno se lo passa al mare a prendere il sole…) per me non è un lazzarone, ma una persona efficace!

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