50 suggerimenti per lavorare meglio

  1. Limitiamo il tempo relazionale (comunicazione con i nostri diversi interlocutori) allo stretto necessario: dono della sintesi nel parlare e nello scrivere.
  2. Non rimandiamo le attività che non ci piacciono ma che sono importanti per i nostri obiettivi.
  3. Sfruttiamo i tempi morti, ad esempio i viaggi o le attese, per compiere attività utili: aggiornamento professionale, leggere, telefonare, ecc..
  4. Scriviamo le idee che ci vengono in mente nel corso della giornata in una “banca delle idee” per non dimenticarle.
  5. Lavoriamo con umiltà nell’ottica del miglioramento continuo: potrò sempre agire meglio di come sto facendo oggi.
  6. Mettiamo in conto gli imprevisti, lasciando un adeguato spazio disponibile nella nostra agenda per la loro gestione. Programmiamo al massimo il 60-70% della giornata.
  7. Pensiamo lentamente ed agiamo velocemente: essere veloci non significa avere fretta.
  8. Programmiamo di svolgere le attività più importanti e che richiedono maggiore concentrazione nelle nostre ore di maggiore efficienza psicofisica.
  9. Teniamo un unico elenco scritto delle nostre priorità sempre a portata di mano.
  10. Prevediamo in anticipo le possibili difficoltà e i relativi piani d’emergenza alternativi.
  11. Organizziamo una riunione solo in caso di effettiva necessità, prestando molta attenzione alla sua preparazione e al come dargli un seguito concreto.
  12. Diamo priorità a ciò che serve per raggiungere i nostri obiettivi e non a ciò che ci piace, a ciò che sappiamo fare meglio, a ciò che ha una scadenza a breve, a ciò che ci chiedono gli altri, a ciò che ci salta per la mente…
  13. Non facciamoci scoraggiare dalle difficoltà e dai problemi: viviamoli come una sfidante opportunità.
  14. Prendiamoci dei momenti in cui non possiamo essere interrotti da nessuno.
  15. Evitiamo rimpianti rispetto ad errori o sbagli che riguardano il passato, ma pensiamo a come possiamo agire oggi per migliorare il nostro futuro.
  16. Non lasciamo che siano gli imprevisti e le urgenze a gestire il nostro tempo: agire proattivamente e non reagire passivamente.
  17. Eliminiamo o archiviamo tutto quello che non serve, ciò che non è essenziale per il nostro lavoro.
  18. Lavoriamo cercando di svolgere sequenze di attività simili tra di loro evitando di saltare da un’attività all’altra.
  19. Teniamo sempre presente il trascorrere del tempo ed obblighiamoci a rispettare il tempo programmato per svolgere ogni attività.
  20. Valorizziamo il lato positivo di tutto quello che facciamo e lavoriamo con entusiasmo. Non esistono fallimenti ma solo risultati da valorizzare come patrimonio di esperienza.
  21. Decidiamo cosa non fare: dobbiamo essere consapevoli che non abbiamo il tempo per fare tutto e che se scegliamo di fare una cosa dovremo rinunciare a qualche altra attività.
  22. Evitiamo di lavorare troppe ore per non affaticarci ed innescare un processo di distress (stress negativo).
  23. Eliminiamo ogni alibi: non attribuiamo la colpa dei nostri insuccessi / difficoltà ad eventi esterni. Ognuno è artefice del proprio destino. La fortuna nel lungo periodo ci vede benissimo. Chiediamoci sempre: io cosa posso fare per…?
  24. Prepariamo in anticipo le telefonate, le visite, le riunioni.
  25. Pianifichiamo i nostri viaggi con largo anticipo per ottimizzare gli spostamenti.
  26. Scriviamo e rivediamo periodicamente, in modo realistico, i nostri obiettivi. Teniamoli sempre in evidenza e leggiamoli spesso.
  27. Pensiamo bene prima di chiedere qualcosa agli altri (il tempo altrui è altrettanto importante). Limitiamo all’indispensabile le nostre richieste: telefonate, e-mail, interruzioni.
  28. Ascoltiamo attentamente eventuali segnali di stress e poniamo in essere azioni di rimedio.
  29. Aggiorniamoci continuamente sui nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione per la nostra organizzazione del lavoro.
  30. Lavoriamo con l’obiettivo di ottimizzare ogni minuto del nostro tempo. I risultati di un anno sono la somma dei risultati di ogni giorno.
  31. Dedichiamo del tempo a pianificare la nostra giornata (dieci – quindici minuti), la nostra settimana, il mese, l’anno.
  32. Educhiamo i nostri interlocutori circa gli orari e i metodi in cui preferiamo essere contattati.
  33. Cerchiamo di portare a termine i lavori che iniziamo. Obblighiamoci a rispettiamo le scadenze.
  34. Lavoriamo per far crescere la professionalità delle persone intorno a noi.
  35. Essere troppo perfezionisti rischia di farci perdere del tempo.
  36. Avvisiamo immediatamente i nostri interlocutori in caso di ritardo nel portare a termine un’attività.
  37. Teniamo in ordine la nostra scrivania e il nostro ambiente di lavoro.
  38. Periodicamente analizziamo il tempo che dedichiamo alle diverse attività lavorative.
  39. Impariamo a dire di no.
  40. Non pensiamo solo a quello che dobbiamo ancora fare o raggiungere, ma traiamo gioia e soddisfazione da quello che abbiamo già fatto o da quello che stiamo facendo.
  41. Suddividiamo i lavori complessi a lungo termine in piani di lavoro mensili, settimanali e giornalieri.
  42. Prendiamoci adeguate pause e momenti di relax per ricaricare le batterie.
  43. Arriviamo sempre con almeno un quarto d’ora di anticipo nel luogo degli appuntamenti.
  44. Utilizziamo una sola agenda ed aggiorniamola in tempo reale.
  45. Utilizziamo il processo di delega dei compiti e delle responsabilità ai nostri collaboratori.
  46. Interroghiamoci sempre su modi alternativi di lavorare per migliorare la nostra produttività.
  47. Verifichiamo in fase di esecuzione lo stato avanzamento lavori.
  48. Creiamo un quadro di volo in cui monitorare gli indicatori numerici sul grado di raggiungimento dei nostri obiettivi e sull’intensità delle attività nostre e dei nostri collaboratori poste in essere.
  49. Osserviamo attentamente gli atteggiamenti (quello che pensano) e i comportamenti (quello che fanno) delle persone che riteniamo abbiano un’ottima gestione del tempo.
  50. Siamo sempre consapevoli che decidere cosa fare del tempo significa decidere cosa fare della nostra vita! Non lasciamo che siano gli altri, le abitudini, gli eventi e quant’altro a scegliere per noi.
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Julio Velasco: gli schiacciatori non parlano dell’alzata, la risolvono!

Riporto il testo integrale di questo video leggendario di Julio Velasco (allenatore di pallavolo) che ben mette in evidenza i rischi del non gioco di squadra!

Julio Velasco: “Gli schiacciatori non parlano dell’alzata, la risolvono!”

<< Un problema che devo risolvere in qualche modo nella mia squadra attuale è quello in cui l’attaccante schiaccia fuori perché la palla non era alzata bene. Qual è la sua reazione? Rivolgendosi al palleggiatore dice: La voglio un po’ più alta e vicina alla rete…

Allora cosa succede, credendo che questo sia il gioco di squadra o meglio il non gioco di squadra, il palleggiatore si gira al ricevitore e dice: voglio la palla in alto e centrale. Perché se voi non ricevete bene e non mi date la palla dove la voglio e devo correre per prenderla, io non posso essere preciso e non la do come la vuole lo schiacciatore. E cosa succede? Che lui schiaccia fuori perché io non gli ho dato la palla come voleva, ma se io non la do come vuole lui è perché voi ricevete male… A quel punto, continua Velasco, i ricevitori si girano dietro per cercare a chi scaricare la colpa , ma i ricevitori ricevono la battuta avversaria per cui non possono dire all’avversario batti la palla facile così io ricevo bene ed è li che finisce la catena…

Allora la nuova regola che ho dato è: gli schiacciato non parlano dell’alzata, la risolvono. Non giudicano in nessun modo, la risolvono…

Adesso c’è una nuova battaglia, perché che fanno gli schiacciatori furbi, non dicono, riferendosi ai palleggiatori, la voglio più alta e più centrale, perché sanno che io sto lì ad ascoltarli, con l’ascia in mano e così cosa fanno… ogni volta che l’alzata è buona fanno un gesto di ok all’alzatore e dicono perfetta!

Capito?! Non dicono questa era brutta, ma se dicono questa è perfetta vuol dire che l’altra non lo era, e in definitiva parlano dell’alzata, e io mi innervosisco. Continuano a parlare dell’alzata. Sono esperti dell’alzata, gli schiacciatori, sanno tutto dell’alzata, uno li trova al bar e parlano degli alzatori, gli schiacciatori. Piccolo problema loro schiacciano non alzano…

Allora io voglio schiacciatori che schiacciano bene i palloni alzati male. Voglio questi, perché questi poi i palloni alzati bene li schiacciano benissimo, non bene. Gli schiacciatori che schiacciano bene i palloni alzati male, i palloni alzati bene li schiacciano benissimo. Quindi non ne parliamo risolviamo

Se la realtà è come è e non come voglio che sia, se la palla è bassa il mio cervello che è un computer straordinario deve aprire tutti i file con il titolo palla alzata bassa e in questi file ci sono le soluzioni per le palle arrivate basse che sicuramente non è schiacciarla come se fosse alta, questo è poco ma sicuro. Ci sono altre soluzioni, devi usare una di quelle…

Se invece quando la palla è bassa lui non apre nessun file, oppure apre il file alzata, certo che la strategia non la trova, perché invece di aprire il file, sta spendendo tempo a dire questa palla è un po’ bassa… >>

Julio Velasco

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