Il giusto mix di autostima e umiltà

«Non cercare di fare una cosa a meno che tu non sia sicuro di te stesso, ma non abbandonarla solo perché qualcun altro non ha fiducia in te». Stewart White

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Il perdente è quello che pensa che una cosa non si può fare oppure che lui non è in grado di fare una certa cosa. Se siamo convinti che una cosa non sia possibile, sicuramente avremo ragione in quanto non proveremo nemmeno a farla o se ci proveremo ugualmente con tutta probabilità non lo faremo con la necessaria motivazione. Per raggiungere un risultato noi dobbiamo partire da una situazione iniziale che chiameremo “I” e dobbiamo fare una successione di cose per arrivare alla situazione desiderata che chiameremo “D”.

I—-O—O——-O——O———-O—-O——O——–O——O—O—D

Quando partiamo da “I” sappiamo in partenza che per arrivare a “D” ci saranno delle  difficoltà, delle resistenze e degli ostacoli che chiameremo “O” e all’inizio non sappiamo ancora quanti e quali saranno, diciamo che saranno “N” (che in matematica sta per numero indefinito). Quando inizia il percorso la persona che non crede al successo, nell’incontrare gli ostacoli comincia a dirsi frasi del tipo:

  • “Cominciamo bene!;
  • “Lo dicevo che è molto improbabile”;
  • “Non ce la posso fare”;
  • “E’ impossibile”;
  • “E’ come pensavo, è veramente troppo dura”;
  • “Ma chi me lo fa fare, questa è la dimostrazione che è solo una perdita di tempo!”;
  • “E’ meglio lasciar perdere”;

La persona che invece ci crede (come Edison che ha portato a termine migliaia di esperimenti prima di riuscire ad accendere la sua prima lampadina) ragiona in un modo diametralmente opposto. Alla prima difficoltà pensa: “e vai! un ostacolo in meno, tra me e quello che sono sicuro di raggiungere adesso i problemi sono N-1. E dopo che ha superato la seconda difficoltà pensa “bene, adesso i problemi sono N-2! E via di seguito, senza mai scoraggiarsi forte della convinzione che ogni ostacolo superato lo sta avvicinando al successo.

Un altro importante requisito per il Successo è rappresentato dall’umiltà che rappresenta la base per poter migliorare. Se non si è fermamente convinti di poter sempre migliorare, difficilmente saremo in grado di farlo.

Nello stesso tempo non bisogna vivere con un senso di inadeguatezza perenne e di attesa nell’agire a quando saremo finalmente “perfetti”. Fin da oggi abbiamo tantissime cose in cui migliorare ma nello stesso tempo abbiamo anche tantissime cose che riusciamo a fare bene. Oltre ad allenare i “muscoli” poco tonici, dobbiamo utilizzare al meglio quelli che invece sono già ora in un buon stato di forma. Una sindrome che spesso riscontriamo è quella dello “studente a vita”, non nel senso positivo del termine, vale a dire una persona che impara sempre, ma nel senso di una persona che aspetta perennemente a mettersi in gioco dietro la scusa di dover finire l’ennesimo master post laurea, di dover fare l’ennesimo stage di preparazione, di dover imparare la quinta lingua straniera o similare. Pianificare un progetto è importante ma è anche fondamentale mettere in atto i nostri progetti, passare all’azione. Non dimentichiamoci che è anche nel fare le cose e nello sperimentare (commettendo anche degli errori) e nel mettersi in gioco che si impara e si ottengono risultati mano a mano superiori.

Affrontare le sfide che ogni giorno ci aspettano concentrandoci sulle nostre capacità e sulla convinzione che abbiamo già sviluppato buone doti (che naturalmente continueremo a migliorare), ci aiuta ad affrontare meglio le situazioni.

Credere in noi stessi e nelle nostre possibilità di successo è un elemento determinante per affrontare nel giusto modo i nostri progetti ambiziosi.

Dobbiamo avere il giusto mix di:

– Umiltà: possiamo sempre fare meglio;

– Autostima: fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi fin da oggi e senza bisogno di aspettare tempi migliori.

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.

Contrastare il distress (stress negativo)

«La felicità è un modo di vedere». Ometti

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Una volta presa consapevolezza della situazione di stress negativo, ciò che si può fare è intervenire direttamente sugli eventi stressanti riducendoli e/o interpretandoli in modo differente:

¨   dare il giusto valore alle cose: il lavoro è sicuramente da prendere sul serio ma nella nostra vita ci sono altri valori (la famiglia, la salute, l’amicizia…) che sono infinitamente più importanti e che già da soli ci rendono delle persone fortunate e realmente ricche;

¨   utilizzare un periodo di pianificazione efficace può far risparmiare di tre o quattro volte il tempo di esecuzione delle attività. Lo stress e l’ansia spesso sono causati da tutte quelle cose che non abbiamo ancora fatto. È importante prefiggersi obiettivi ambiziosi ma nello stesso tempo realistici e raggiungibili;

¨   evitare di concentrare troppi cambiamenti importanti in un breve lasso di tempo;

¨   non pretendere l’impossibile da se stessi e sapersi perdonare gli errori che sempre e comunque continueremo a commettere;

¨   modificare il proprio stile di vita: praticare sport, seguire un’alimentazione equilibrata, concedersi degli svaghi, prendersi il tempo per elaborare gli avvenimenti, non “correre” sempre;

¨   modificare gli schemi di pensiero intervenendo a livello cognitivo sul significato che diamo alle nostre esperienze. Cogliere e trarre giovamento dagli aspetti positivi degli accadimenti e minimizzare il reale peso di quelli negativi;

¨   cercare di semplificare le situazioni il più possibile. Guardare i progetti ambizioni come a una serie di gradini da salire un passo alla volta;

¨   sforzarsi di comunicare i propri dubbi e sentimenti alle persone più vicine, familiari, amici e colleghi per poter contare sul loro sostegno;

¨   ridere. Cercare situazioni divertenti e la compagnia di gente spiritosa e che ci fa’ stare bene evitando invece le persone che ci assorbono energia o che ci trasmettono negatività;

¨   imparare a dire di no, se non si ha tempo o voglia;

¨   evitare di lavorare troppe ore senza concedersi pause;

¨   vivere nel presente. Sforzarsi di non passare il tempo a rimpiangere le decisioni prese nel passato e/o a preoccuparsi eccessivamente del futuro. Chi riesce a dominare lo stress ha perfezionato l’arte del vivere nel presente.

Alcuni piccoli esercizi fisici capaci di allentare la pressione dello stress sono:

1.  controllare il proprio respiro, cercando di respirare con il diaframma e profondamente. Occorre inspirare lentamente e profondamente riuscendo a gonfiare la pancia invece che la parte alta del petto;

2.  fare delle passeggiate o giri in bicicletta all’aria aperta, lontano dal proprio ambiente di lavoro e/o praticare lo sport o l’hobby preferito.

Impariamo a trattare lo stress partendo da due fasi fondamentali:

1.  raccogliere ed analizzare informazioni (fatti e dati): Quale è il problema? Quale è la causa del problema?

2.  stabilire un piano d’azione ed operare di conseguenza: Quali sono le possibili soluzioni? Quale è la migliore tra quelle possibili?

Per migliorare nello stress occorre passare dalla logica di “gestione degli eventi” (approccio reattivo) alla logica di “costruzione del futuro in cui desideriamo operare” (approccio proattivo). Nella gestione proattiva delle nostre attività facciamo in prevalenza quello che abbiamo deciso e quindi le cose più importanti, nella gestione passiva facciamo quello che altri o gli eventi ci richiedono (e magari non le più importanti).

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.