Pianificare non significa sognare

«Un piano non ha valore alcuno, a meno che esso non degeneri in un lavoro». Peter Drucker

Tratto dal libro “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo: come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati” di Gianluca Gambirasio e Claudio Scalco – FrancoAngeli 2012.

Nel suo libro “I sette pilastri del successo” Stephen R.Covey[1] scrive:

«Supponiamo che in un bosco vi imbattiate in un uomo intento febbrilmente a segare un albero.

“Che cosa state facendo?” chiedete.

“Non vede?” è la secca risposta. “Sto segando questo albero.”

“Ma lei sembra sfinito!” esclamate. “Da quanto tempo ci lavora?”

“Più di cinque ore”, risponde quello, “e non ne posso proprio più. È un lavoro massacrante.”

“Be’, perché non smette per qualche minuto e dà una bella affilata a quella sega?” suggerite. “Sono sicuro che funzionerebbe molto più alla svelta.”

“Non ho tempo per affilare la sega, io.” Risponde l’uomo in tono irritato. “Sono troppo occupato a segare….».

La pianificazione è un processo che partendo dall’analisi delle opportunità e delle risorse a disposizione, definisce gli obiettivi desiderati e i relativi piani d’azione per tradurli in realtà.

Il processo di pianificazione ci pone di fronte a tre quesiti:

1. Dove siamo?

2. Dove vogliamo andare?

3. Come vogliamo fare per arrivarci?

Pianificare significa stabilire un ordine di priorità nello svolgere le nostre attività. È importante mettere nero su bianco la nostra pianificazione. Scrivere aiuta a non dimenticare nulla, a riflettere con attenzione e a prendere maggiore consapevolezza.

Troppo spesso l’attività di pianificazione viene ritenuta un’inutile perdita di tempo e un qualcosa di teorico ed astratto. In realtà:

pianificare non significa esprimere sogni e desideri. Chiunque è in grado di sognare: voglio acquistare una Ferrari, voglio triplicare il fatturato, voglio restare tutto l’anno in vacanza. Pianificare implica definire obiettivi ambiziosi ma nello stesso raggiungibili.

Pianificare non significa ingessare con mille dettagli l’attività. La sintesi permette di focalizzare le risorse a disposizione sugli aspetti più rilevanti. Pensare lentamente ma agire velocemente.

Pianificare non significa agire nel futuro. La pianificazione mira a prendere da subito le decisioni che riteniamo più adatte per aumentare le probabilità di conseguire i risultati auspicati e metterle in pratica iniziando da oggi. Il nostro futuro lo costruiamo un giorno dopo l’altro, oggi compreso!

Pianificare non significa semplicemente desiderare o sognare un obiettivo, ma è necessario:

  1. definire esattamente quali sono i risultati che vogliamo ottenere;
  2. decidere quali sono le risorse (tempo e denaro) che vogliamo impiegare.

Se i due elementi non vengono considerati congiuntamente si ottiene una pianificazione non corretta:

v solo risultati à esprimere desideri, sognare ad occhi aperti;

v solo risorse à prendere impegni non mirati ad un obiettivo preciso, darsi un gran da fare ma con quale finalità?

Occorre impegnarsi per trasformare un semplice buon proposito (la logica del “vorrei”) in un vero e proprio obiettivo con conseguente piano d’azione (la logica del “voglio”).

Occorre decidere di dedicare un tempo adeguato alla pianificazione e all’organizzazione del nostro futuro. Occorre passare da una gestione del tempo come “giornate da riempire” (dedicare tutto il proprio tempo a disposizione) ad “organizzare azioni calibrate sui nostri obiettivi”.

Il cambiamento è un viaggio da quella che definiamo la “situazione attuale”, quella nella quale ci troviamo adesso, a quella “desiderata”, quella che immaginiamo dopo i cambiamenti.

Quindi per prima cosa, come fa il nostro navigatore satellitare, dobbiamo stabilire dove siamo e poi fissare una meta.

Se il navigatore non riesce a stabilire il punto di partenza non è in grado di stabilire e calcolare il percorso.

Terminate queste due operazioni il navigatore calcola la rotta sulla base dei parametri che abbiamo inserito (es: evita autostrada, percorso più breve, transita per una certa località, ecc.).

Quanto più abbiamo chiaro il punto di partenza, quello di arrivo e i parametri del viaggio, tanto più facile sarà calcolare la rotta e organizzarsi per il viaggio.

Per poter definire una corretta pianificazione delle attività, occorre innanzitutto aver ben presente quanto è stato fatto in passato e l’attuale situazione. Raccogliere informazioni qualitative e quantitative (in particolare numeri, fatti e dati) e metterne in evidenza quelli principali è un utile esercizio per riflettere e ragionare su quanto fino ad oggi svolto.

Per ulteriori articoli ed informazioni: www.olympos.it.


[1] “I sette pilastri del successo” Stephen R.Covey, Ed. Bompiani, 2001

Informazioni su Gianluca Gambirasio

Gianluca Gambirasio: "di professione alpinista e per hobby consulente e formatore aziendale". Consulente e formatore aziendale dal 1995, nel 2003 ho fondato Olympos Group srl (http://www.olympos.it).
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