9 azioni per delegare con efficacia ai collaboratori

  1. definire cosa e come delegare nell’ambito di un piano predeterminato (non improvvisare);
  2. definire col delegato un contratto chiaro e verificabile che sia compreso senza sollevare aspettative eccessive (contratto psicologico);
  3. chiedere al collaboratore di presentare proposte di soluzioni ai problemi;
  4. accettare il diverso stile di lavoro del delegato;
  5. se necessario offrire aiuto e supporto senza però ritirare la delega;
  6. esercitare il controllo senza invadere lo spazio di lavoro e di autonomia del delegato;
  7. se il lavoro non è soddisfacente dare un feedback costruttivo chiaro e specifico relativo al lavoro, non alla persona: duri con i compiti, morbidi con le persone;
  8. se il lavoro è positivo dare riconoscimenti proporzionali alla qualità e quantità del lavoro svolto in modo specifico. Evitiamo complimenti generici “Bravo” ma evidenziamo gli aspetti che abbiamo maggiormente apprezzato;
  9. se la delega conduce a risultati negativi evitare interventi pesanti a caldo e in pubblico, ma affrontare il problema quanto prima con un apposito colloquio uno a uno.

3 consigli per ascoltare

Per ascoltare veramente dobbiamo dare tutta la nostra attenzione alle persone che ci parlano. Questo richiede:

1. L’attenzione mentale:
Liberare la mente da nostri pensieri, pregiudizi, ipotesi e paure. Smettere di fare quello che stavamo facendo e mettere tutto da parte. Concentrarci soltanto sulla persona che abbiamo davanti.

2. L’attenzione fisica:
Assumere una posizione del corpo adeguata per dare tutta la nostra attenzione al nostro interlocutore, guardarlo negli occhi.

3. Attenzione fisiologica:
Richiede l’ascolto dell’altro “intero”: il modo in cui utilizza le parole, i sentimenti che esprime, come utilizza il silenzio. Per far questo bisogna ascoltare anche quello che non viene detto: sentimenti, opinioni e pensieri.