Come prendere appunti

montagne

Articolo tratto dal libro:

Partecipare ad un corso di formazione aziendale



"Partecipare ad un corso di formazione: come prepararsi, partecipare e mettere in pratica quanto appreso", Gianluca Gambirasio; Claudio Scalco, E-book Olympos Group srl 2011.

Prezzo: €12.

 

 

 

2.5 Come prendere appunti

«Mi piace parlare di fronte a un muro di mattoni: è l'unico interlocutore al mondo che non mi contraddice mai». Oscar Wilde

 

 

Essere ordinati ed efficienti nel prendere appunti è sicuramente utile, ma forse ancora più importante è sviluppare un sistema che funzioni per chi lo fa, nell’immediato e nei periodi successivi.
Ognuno dovrebbe scegliere la sua modalità rispetto al tipo di corso e all’argomento perchè ogni persona associa le parole e i concetti che sente con le idee ed i concetti che sono già presenti nella sua mente. Anche se ci sono molti modi in cui prendere appunti, i modi migliori sono quelli che risultano più facili e confortevoli. Mediamente un oratore arriva a pronunciare 180 parole al minuto, mentre chi prende appunti e non dispone di tecniche particolari, riesce a scriverne circa 40.
Per questo occorre un minimo di tecnica per prendere appunti efficacemente e velocemente. Riportiamo di seguito alcuni suggerimenti che possono tornare utili:

  • Lasciare la pagina iniziale in bianco per la costruzione dell’indice.
  • Evitare di “economizzare” la carta. Più scriviamo grande, chiaro, ben visibile e maggiore sarà la chiarezza e l’immediatezza della consultazione.
  • Nella parte superiore annotare la data e il numero del foglio. Questo si rivelerà provvidenziale quando si dovrà mettere in ordine gli appunti o quando si presenterà la necessità di recuperare un argomento specifico tramite l’indice.
  • Non prendete appunti se non avete capito.
  • Ad ogni nuovo argomento che viene trattato scrivete ben evidenziato un titolo.
  • L’obiettivo non è quello di fare un tema, ma di fissare i concetti principali, usando brevi frasi, schemi, elenchi, tabelle o parole chiave che servono a chiarire ed arricchire il significato. Dobbiamo trovare l’equilibrio tra l’ascolto e la scrittura.
  • Evidenziare il materiale che si ritiene particolarmente importante.
  • Possiamo suddividere le parole in due categorie: “creative” e sono tutte quelle che richiamano alla nostra mente molti significati (fortuna, arnesi, politiche ) e quelle “chiave” che invece hanno un significato che potremmo dire “inequivocabile”( cucchiaio, matita, pennello). E’ evidente che usando le parole chiave costringiamo la mente a riprodurre più chiaramente quello che abbiamo scritto, se invece usiamo quelle creative a distanza di tempo la mente potrebbe fare delle associazioni che portano a concetti differenti da quelli originali.
  • Troviamo una forma per evidenziare idee, concetti, soluzioni, proposte e altro d’interessante che ci può venire in mente mentre ascoltiamo. Potrebbe essere una sottolineatura con un pennarello di un certo colore, oppure possiamo usare delle parentesi, oppure le scriviamo con una penna di colore rosso.
  • Attenzione a nomi, titoli di libri, autori, siti web, citazioni: devono essere scritti con precisione e ben leggibili anche a distanza di tempo.
  • Createvi i vostri simboli e le vostre personali abbreviazioni e mantenetele sempre uguali, è importante che siano chiaramente decifrabili a distanza di tempo: frecce, linee di collegamento, figure geometriche. Ad esempio:

Più                   può diventare                      +
Meno                può diventare                      -
Per                   può diventare                      X
Superiore          può diventare                      >
Inferiore           può diventare                      <
Uguale              può diventare                      =
Interessante      può diventare                      !
Curioso             può diventare                      ?
Ecc. 

  • Le figure geometriche e le linee, meglio se colorate, possono servire per enfatizzare un concetto, raggruppare una serie di elementi che hanno una caratteristica da evidenziare.
  • Mantenere un bordo sinistro e uno destro della larghezza preferita per inserire a margine simboli disegnati con i pennarelli colorati (solo a titolo di esempio ! rosso significa passaggio molto importante, ? verde indica una cosa che va chiarita o approfondita, ecc.) oppure per aggiungere delle note, subito o successivamente.
  • Tornati a casa o in ufficio è molto utile per la memorizzazione rivedere subito gli appunti, l’ideale sarebbe “metterli in bella” inserendo commenti, collegamenti, questo è anche il miglior modo per fare il primo ripasso.

Altri metodi:
Il metodo Cornell: Cornell è il nome di una prestigiosa università americana. L’invenzione di questo metodo è attribuita a un suo docente, Walter Pauk, ed è una delle tecniche per prendere appunti più diffuse nei college americani e nei paesi anglosassoni. Sono indispensabili i fogli a quadretti a 0,5 cm. Si procede dividendo la pagina in due colonne, la prima larga un terzo di foglio, la seconda due terzi di foglio e lasciando un’apprezzabile area libera in fondo.

 

AREA 1:

Titoli
Concetti e Parole chiave

 

AREA 2:

Spazio per gli appunti

 

AREA 3:

Note

 

Nell’area 2 Usando il nostro metodo preferito registriamo tutto quello che riteniamo opportuno e utile appuntare durante la lezione.
Terminata la lezione dedichiamo entro breve tempo uno spazio per rivedere e rielaborare gli appunti e scrivere nell’Area 1 i concetti , titoli, richiami, parole chiave, elementi da approfondire o chiarire, simboli, altro che riteniamo utile evidenziare con una o due parole.
L’Area 3 è lo spazio riservato alle note, eventuali aggiunte, riassunto sintetico dell’area 2, riferimenti, suggerimenti, altro che non ha trovato spazio nelle aree 1 e 2.
Riportiamo di seguito anche la tabella con le “istruzioni per l’uso” di Walter Pauk in persona.
           

I quadranti: metodo per prendere appunti soprattutto nel mondo del lavoro diventato famoso dopo che su Internet si è iniziato a raccontare che è quello preferito da Bill Gates.
Il metodo è molto semplice. Suddividiamo ogni foglio quadrettato in quattro quadranti uguali. In ogni quadrante raccoglieremo appunti di tipologia differente creando i collegamenti e i richiami che desideriamo. Ad esempio per un corso “Formazione formatori” i 4 quadranti potrebbero essere i seguenti:

Audit iniziale

 

 

Progettazione

 

 

Erogazione

 

 

Misurazione risultati

 

 

Le tre colonne: dividiamo il nostro foglio a quadretti in tre colonne uguali. Nella prima colonna scriviamo le parole-chiave che identificano il percorso del relatore. Ad esempio: contesto, fatti, conseguenze, interventi, piano di azione. Nella seconda colonna le idee principali, il materiale che sviluppa le parole-chiave. Nella terza le note che possono riguardare approfondimenti, persone da contattare, citazioni, idee, collegamenti, ecc.

 

PAROLE CHIAVE

 

 

 

 

 

 

IDEE PRINCIPALI

 

NOTE

Un rischio nel prendere gli appunti è rappresentato dal fare confusione tra l’essenziale (= le cose più interessanti ed utili che abbiamo trovato in un corso di formazione) e il dettaglio (= approfondimenti, aspetti secondari, ecc.).
Un semplice strumento che consegniamo ai partecipanti ai corsi di formazione Olympos è rappresentato dalla Banca delle Idee. Viene di solito consegnata su un foglio a parte formato A4, meglio se colorato in modo tale da essere facilmente individuato tra gli altri anche durante lo svolgimento del corso.
Sulla Banca delle Idee invitiamo i partecipanti a soffermarsi periodicamente durante il corso di formazione per segnarsi quelle idee che ritengono maggiormente utili. In pratica si tratta di fare l’estrema sintesi dei soli aspetti del corso che abbiamo trovato utili in una sola pagina A4. L’obiettivo non è quello di fare la sintesi e/o la cronaca di quello che è stato affrontato durante il corso (a quello ci pensano gli appunti e/o i materiali didattici di supporto), ma di mettere in evidenza il meglio del meglio (o il meno peggio… J) di quello che abbiamo appreso durante il corso.


“La banca delle idee”

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Una variante delle “tre colonne” è quella di un ex collega di Claudio Scalco, Mauro Solimini  che suddivide durante il corso il foglio degli appunti in tre colonne: da ricordare, da approfondire, da chiedere. In questo modo non interrompe il docente e rimanda approfondimenti e dubbi nel momento che si ritiene più adatto.

 

Da ricordare

 

 

 

 

 

 

Da approfondire

 

Da chiedere

 

 

 

20

+

anni di esperienza

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formatori

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