L'importanza della formazione permanente

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Articolo tratto dal libro:

Partecipare ad un corso di formazione aziendale



"Partecipare ad un corso di formazione: come prepararsi, partecipare e mettere in pratica quanto appreso", Gianluca Gambirasio; Claudio Scalco, E-book Olympos Group srl 2011.

Prezzo: €12.

 

 

 

0.3 L'importanza della formazione permanente

«L’arte di vincere la si impara nelle sconfitte». Simón Bolívar

 

 

  • In un sistema in evoluzione non sopravvive la specie più forte, ma quella più capace di adattarsi ai cambiamenti” (Charles Darwin).
  • Nella vita, il prezzo della sopravvivenza è l’eterna vigilanza e la disponibilità a imparare. Milton H. Erickson
  • In questa epoca in cui la concorrenza è sempre più agguerrita, il vantaggio competitivo basato su elementi hard, viene quindi annullato in tempi sempre più brevi. Le persone invece, con il loro modo di essere, la loro individualità, con il loro apporto all'organizzazione, non sono invece replicabili. Ecco quindi che il vero patrimonio di un'azienda nella società terziarizzata, è costituito principalmente da quelle persone che decidono di impegnarsi, di condividere, di far propria la visione aziendale e di mettersi in gioco. (da: ”Relazioni pubbliche: l’etica e le nuove aree professionali” di Giampietro Vecchiato, Franco Angeli Editore).
  • Dopo i 30 anni ogni giorno perdiamo circa 100.000 neuroni (Focus n° 42 del 2010) ma grazie ad una caratteristica del nostro cervello, la neuroplasticità (capacità di apprendere nuove cose, fare nuove esperienze e immagazzinare nuove memorie) possiamo mantenere inalterata l’efficienza aumentando il numero delle connessioni. Infatti le connessioni tra neuroni si realizzano in due modi: apprendendo nuove informazioni, conoscenze, teorie, oppure facendo nuove esperienze e accogliendo nuovi eventi nella vita (da “Riprogramma la tua vita” di Joe Dispensa).
  • Karl Anders Ericsson, professore di psicologia alla Florida State University (USA) analizza da anni persone che hanno performance superiori nei campi più diversi e non ha dubbi “Maestri non si nasce, si diventa”. E teorizza la “regola delle 10.000 ore: non si arriva a performance eccellenti se non ci si è impegnati almeno 10.000 ore di intenso esercizio. Non conta però solo la quantità, ma anche la qualità dell’esercizio. Ericsson afferma l’importanza della “pratica intenzionale” cioè un esercizio metodico concentrato su obiettivi precisi, sforzandosi di spingersi sempre oltre il livello già raggiunto. Non basta ripetere automaticamente ciò in cui si è bravi, ma bisogna riuscire in ciò che non si sa fare, rifinendo i gesti e correggendo gli errori con un maestro a guidare allenamento e progressi. (Focus n° 204 ottobre 2009).
  • Per grandi che siano i vostri problemi e per difficili che siano le situazioni, saranno sempre inferiori alle vostre risorse interiori: impegnatevi ogni giorno per migliorarvi. (Eric le la Parra Paz )

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