Valorizzare gli appunti

montagne

Articolo tratto dal libro:

Partecipare ad un corso di formazione aziendale



"Partecipare ad un corso di formazione: come prepararsi, partecipare e mettere in pratica quanto appreso", Gianluca Gambirasio; Claudio Scalco, E-book Olympos Group srl 2011.

Prezzo: €12.

 

 

 

3.1 Valorizzare gli appunti

«Non perdere tempo a piangere il tempo perduto». Proverbio

 

 

Uno dei modi per vanificare l’utilità degli appunti è di non rivederli.
Per ottenere il massimo di memorizzazione e “interiorizzazione” del materiale contenuto negli appunti proponiamo di seguito una serie di consigli pratici:

  • Predisponetevi al ripasso con un sentimento di interesse, curiosità e piacevolezza. Potete favorire queste sensazioni immaginando per esempio i risultati che potranno portarvi le nuove conoscenze, o al senso di soddisfazione e di compiacimento per il tempo e lo sforzo che state dedicando alla vostra crescita personale. E’ stato provato scientificamente che le attività piacevoli producono nel nostro cervello un aumento delle endorfine, sostanze che stimolano le attività cerebrali. Pensate a quanto velocemente imparavate da bambini quando eravate impegnati in gioco e quanto invece era difficile farlo durante un’attività noiosa o peggio ancora stressante. E’ stato dimostrato infatti che lo stress è responsabile per l’80% dei disturbi legati ai processi di apprendimento e questo perché lo stress innesca la produzione di cortisolo, una sostanza neurotossica che riduce le sinapsi (le sinapsi sono i filamenti che collegano tra di loro i neuroni e trasportano le informazioni ).
  • Ripassateli alla sera. Il momento migliore è quello prima di dormire. Abbiamo spiegato all’inizio che il processo di memorizzazione avviene durante il riposo notturno ed è influenzato da alcuni fattori come la qualità e la durata del sonno, dal tipo di cena che abbiamo consumato, dall’orario in cui siamo andati a letto. Bene, coricarsi a stomaco leggero all’ora che rappresenta la nostra abitudine, e ripassare tranquillamente gli appunti prima di dormire, predispone favorevolmente il cervello al processo di memorizzazione. Mentre ripassate collegate quello che avete sentito con la vostra esperienza, lasciate emergere idee, collegamenti, ragionamenti, obiettivi. Integrate con nuove annotazioni se avete nuove intuizioni che vi sembrano importanti.
  • Vi è mai capitato di svegliarvi di notte con un’idea o la soluzione a qualcosa che stavate cercando? Quante volte l’avete scritta da qualche parte e quante volte invece avete pensato “di sicuro me la ricordo” e vi siete rimessi a dormire? In questo secondo caso, quante volte ve la siete poi ricordata o invece avete passato del tempo a dirvi “stanotte ho avuto un’intuizione o un’idea, so che era importante, ma non riesco a ricordare chiaramente cosa fosse”. Quello che è successo è che il vostro subconscio, che è potentissimo, durante la notte ha elaborato qualche vostra curiosità o problema e, non appena ha trovato la soluzione, vi ha avvertito. Più di un inventore, pare lo stesso Tesla, dormiva tenendo una penna e un quaderno sul comodino dove appuntare le intuizioni notturne.
  • Ripassateli al mattino appena svegli, anche velocemente, ma ponendo attenzione. E mantenendo quel senso di piacevolezza di cui abbiamo parlato in precedenza.
  • Usateli il giorno successivo al corso, a casa o in ufficio, quando stenderete il vostro piano di miglioramento.
  • Appuntatevi in agenda di rivederli una settimana dopo la fine del corso e un mese dopo la fine del corso. Studi inglesi hanno dimostrato che la memoria “a lungo termine” è molto più forte se il ripasso viene fatto dopo una settimana, un mese, tre mesi dopo, rispetto a tre ripassi nei tre giorni successivi.
  • Ogni vota che li riprendete in mano fatelo in “modo attivo”, ragionando, facendo collegamenti, aggiungendo qualcosa, elaborando, e mantenendo sempre quel senso di curiosità e di sincero interesse.

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