Gestione del tempo: la motivazione e la felicità del ruolo

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Questo articolo è tratto dal libro:

Più risultati in meno tempo

"Più risultati in meno tempo: come migliorare la gestione delle proprie attività lavorative" di Gianluca Gambirasio, FrancoAngeli 2007

 

Libro

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Gestione del tempo: la motivazione e la felicità del ruolo

«Non si è mai fatto nulla di grande senza entusiasmo». Ralph Emerson

Un elemento decisivo per gestire in modo efficace ed efficiente il proprio tempo è rappresentato dalla forza della motivazione (motiv + azione = i motivi che ci stimolano all’azione) personale e dalla soddisfazione lavorativa (bilancio tra gli aspetti positivi e gli aspetti negativi del proprio lavoro).

Trovare piacere, essere stimolato, andare sempre alla ricerca di nuovi traguardi, essere ambiziosi, svegliarsi alla mattina con un sorriso, voler sempre migliorare, non sentirsi mai arrivati e/o stanchi, divertirsi lavorando, avere passione … sono sicuramente la “tecnica” più efficace per fare bene e con successo il proprio lavoro.

Ognuno di noi è motivato da fattori differenti, non stanchiamoci mai di ricercare e costruirci l’attività lavorativa che nel complesso ci dia i migliori impulsi per esprimere le nostre grandi potenzialità.
Il nostro lavoro può essere il più bello o il più brutto del mondo, dipende sempre da come noi ci poniamo e da che cosa noi ricerchiamo realisticamente in un lavoro.
Il tempo lavorativo rappresenta troppa parte della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine giornata.

 

Esercizio: la felicità al lavoro

Si prenda ora una decina di minuti per fare un bilancio e riflettere sulla sua soddisfazione rispetto al lavoro che attualmente svolge.
Elenchi sulla sinistra della tabella gli aspetti negativi del suo lavoro, quelli che non le piacciono (massimo quindici) e sulla destra gli aspetti positivi, quelli che le piacciono (massimo quindici).
Per ogni elemento individuato, negativo o positivo, attribuisca un peso da 1 (poco importanza) a 10 (molto importanza).
Alla fine tiri le somme del bilancio della sua attuale felicità lavorativa.

Aspetti negativi
del proprio lavoro

Peso

Aspetti positivi
del proprio lavoro

Peso

1

 

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2

 

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3

 

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4

 

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5

 

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9

 

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11

 

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13

 

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15

 

15

 

Totale

 

Totale

 

Se il bilancio del nostro lavoro non ci piace costruiamoci un progetto per modificare le cose che non vanno o se è una lotta senza speranza pianifichiamo e attuiamo la ricerca di una nuova società o cambiamo completamente tipo di lavoro.
La felicità al lavoro nel lungo periodo dipende solo ed esclusivamente da noi. Come disse Appio Claudio: "Faber est suae quisque fortunae" (ognuno è artefice del proprio destino). È molto più facile dare la colpa all’azienda, al nostro capo, al contesto economico o a qualsiasi fattore esterno (alibi), rispetto a prendersi la responsabilità di cambiare le cose che non vanno.
Nel film “Sliding Doors” la vita della protagonista (interpretata dall’attrice Gwyneth Paltrow) cambia radicalmente l’intero suo corso anche solo per il fatto che una mattina riesca a salire al volo su una metropolitana o la perda. Se un episodio così piccolo è in grado di cambiare un’intera vita, figuriamoci quante cose possiamo cambiare nel nostro lavoro con le migliaia di azioni e di decisioni che ogni giorno possiamo prendere.
Mi piace inoltre ricordare la storia di un uomo che:

    • prima del 1832 - fallì come agricoltore;
    • 1832 - fallì al primo tentativo di entrare in politica;
    • 1833 - fallì nel lavoro come negoziante;
    • 1836 – ebbe un esaurimento nervoso;
    • 1838 – finalmente entrato in politica, non riuscì ad ottenere l'incarico desiderato;
    • 1843 - fallì quando si candidò al Congresso degli Stati Uniti;
    • 1849 - non riuscì a farsi nominare presidente dell'Ente Agricolo degli Stati Uniti;
    • 1854 - fallì quando si candidò al Senato degli Stati Uniti;
    • 1856 - fallì quando volle candidarsi alla vicepresidenza degli Stati Uniti;
    • 1858 - fallì di nuovo quando si candidò per la seconda volta al Senato;
    • 1860 –fu eletto presidente degli Stati Uniti.

Il suo nome era Abramo Lincoln.

Fare un lavoro che non piace è in assoluto la principale causa di una scarsa / ridotta motivazione e di conseguenza risulterà molto ma molto difficile avere la giusta energia per essere efficaci e per impegnarsi quotidianamente ad ottimizzare il modo di lavorare.
All’interno di Olympos Group effettuiamo ogni sei mesi un’indagine chiamata “La soddisfazione di lavorare in Olympos”, che qui riporto:

  • elenca in ordine di importanza i tuoi 10 elementi di soddisfazione lavorativa (cosa è importante per te in un lavoro?);
  • dai un voto da 1 a 10 (stessa scala di voti della scuola: 6 = sufficiente);
  • nello spazio note inserisci per ogni fattore un tuo commento;
  • nello spazio suggerimenti per migliorare, indica come Olympos potrebbe contribuire a migliorare la tua soddisfazione.

 

Elementi di soddisfazione lavorativa

Voto (da 1 a 10)

Note

Suggerimenti ad Olympos per migliorare

1

 

 

 

 

2

 

 

 

 

3

 

 

 

 

4

 

 

 

 

5

 

 

 

 

6

 

 

 

 

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9

 

 

 

 

10

 

 

 

 

Per un’azienda che vuole fidelizzare e far crescere i propri migliori collaboratori non basta solo chiedere il loro impegno. Occorre anche vedere i propri collaboratori come dei veri e propri Clienti:

  • quali sono le loro aspettative?
  • Quali sono i loro obiettivi?
  • Quale è la loro attuale soddisfazione lavorativa?
  • Cosa possiamo fare per supportarli meglio?
  • Quali iniziative concrete possiamo fare per migliorare il loro ambiente di lavoro e la loro attuale soddisfazione?

Solo se un’azienda riesce a soddisfare anche gli obiettivi dei propri collaboratori e dimostrare la propria attenzione e considerazione può aspettarsi di avere realmente un team motivato e determinato nel raggiungere insieme gli obiettivi di sviluppo aziendale.

 

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