Cristian Brenna

montagne

1. Completa questa frase: Per me la montagna è…

Cristian Brenna - Divertimento, passare bei momenti con gli amici e vivere esperienze intense.

2. Descrivi le caratteristiche e le doti che contraddistinguono un forte alpinista?

Cristian Brenna - La completezza e la polivalenza. Un grande alpinista è capace di esprimersi ai massimi livelli un po’ su tutti i terreni (ghiaccio, roccia, misto, neve, alta quota). A 360 gradi.

3. Cosa è importante fare per prepararsi al meglio ad un’ascensione alpinistica?

Cristian Brenna - Molto dipende da quello che uno vuole fare, ma penso che l’allenamento sia la base di tutte le prestazioni, sia a livello sportivo che a livello alpinistico. Soprattutto perché ormai l’alpinismo si sta evolvendo in maniera tale da assomigliare sempre più ad uno sport di alto livello. Penso sia indispensabile prepararsi in maniera professionale, per poi saper gestire tutte le situazioni che ti si presentano sulle pareti o in alta montagna.
Con questo intendo anche una preparazione a livello psicologico, per esempio allenandosi su vie con terreno simile a quello che si deve poi affrontare durante l’ascensione. Però in questo caso è importante allenarsi bene, ma non troppo, cercando magari di fare cose esasperate. Il grosso rischio sarebbe di arrivare all’obiettivo già troppo scarico.
Se arrivi a iniziare l’impresa quando hai già preso troppo “spaventi” prima, magari non ce la fai più a sopportare la tensione. Bisogna prepararsi nel modo giusto, per arrivare carichi al punto giusto, per essere pronti a sopportare anche uno stress psicologico maggiore. Non è un’opinione solo mia, è condivisa da molti atleti, ho avuto modo di verificarlo in più occasioni.

4. Quali sono i pro e quali i contro di salire le montagne in solitaria invece che insieme ad altri alpinisti?

Cristian Brenna - Solitarie non ne ho mai fatte, quindi non posso dare giudizi obiettivi. Preferisco vivere l’alpinismo con qualcun altro, per condividere l’esperienza, anche se penso che anche le solitarie abbiano il loro fascino. Per il momento, comunque, propendo per andare con altri che hanno più esperienza di me, almeno in questa fase della mia carriera, che dal punto di vista alpinistico è solo all’inizio. Il lato difficile è che a volte devi convivere con qualcuno che non conosci perfettamente, e c’è il rischio che ci si “sopporti” a vicenda. Io sono uno che si adegua abbastanza alle situazioni, ed è una fortuna, perché quando sali con altri c’è sempre da fare un compromesso, e devi saperlo accettarlo di buon grado altrimenti la convivenza può diventare davvero difficile.

5. Quali emozioni provi nel raggiungere una vetta?

Cristian Brenna - Quando arrivi in cima l’emozione non è mai alle stelle. Almeno, io non mi sono mai sentito appagato sulla vetta, lo sono sempre molto di più dopo quando sono a casa e ci ripenso. Però, più che la vetta quello che mi da soddisfazione è l’itinerario di salita: se trovo una via che mi soddisfa molto, anche se non arrivo in vetta sono contento lo stesso.

6. Cosa provi e come reagisci dovendo rinunciare invece ad una vetta?

Cristian Brenna - Uno quando parte dovrebbe sempre mettere in conto che può anche rinunciare. Se capita, la metti via, magari con un po’ di amaro in bocca, però non è che ti piangi addosso. Qualche settimana fa sono dovuto rientrare dalla spedizione al Cerro Piergiorgio, mentre i miei compagni sono ancora in Patagonia. Un po’ mi dispiaceva perché praticamente eravamo a metà parete e iniziavamo a vedere la possibilità di finire la via, invece per lavoro ho dovuto interrompere. Pazienza, spero che gli altri ce la facciano, e se non potessero, ritenteremo insieme.

7. Cosa significa per te avere successo?

Cristian Brenna - Il successo dovrebbe essere sempre una cosa che ti appaga a livello personale, e non qualcosa che devi dimostrare a tutti i costi a qualcuno. Quando riesco in qualcosa, sono contento di come l’ho fatta, come l’ho vissuta, se ho avuto dei momenti che mi hanno fatto felice: quello per me è un successo. Non voglio un successo riconosciuto dagli altri, anche se è ovvio che ti gratifica. Voglio soprattutto sentirmi a posto con me stesso.

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