libro: La montagna: una scuola di management

Corso di formazione
La montagna: una scuola di management

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Indice libro "La montagna: una scuola di management"

Prefazione a cura di Kurt Diemberger

Introduzione

  • 1. Il libro vetta delle idee
  • 2. Sviluppare un piano personale di miglioramento
  • 3. La montagna una scuola di Vita: raccolta di aforismi e citazioni per riflettere

Le caratteristiche di un alpinista di successo:

Il capo spedizione a guida dei suoi uomini:

  • 1. Intervista ad Agostino Da Polenza capo spedizione

Manager con la passione per l’alpinismo:

  • 1. Intervista ad Agostino Da Polenza Manager

Lavorare in T.E.A.M. con efficacia in azienda come in montagna:

  • 1. T.E.A.M. building: costruire team di successo
  • 2. Eliminare gli alibi: “faber est suae quisque fortunae”
    - 2.1 Il controllo degli eventi interno od esterno
  • 3. La motivazione e la felicità del ruolo
  • 4. Sviluppare un atteggiamento mentale positivo
  • 5. Lavorare divertendosi: combattere stress ed ansia
    - 5.1 Facciamo chiarezza: stressor, stress, eustress e distress
    - 5.2 I segnali del distress: come affrontarli
    - 5.3 Limitare l’ansia
  • 6. Pianificare non significa sognare
  • 7. La comunicazione interpersonale e la gestione del conflitto
  • 8. Il problem solving di gruppo e il metodo del consenso
  • 9. Il modello della leadership centrata sull’azione

La formazione esperienziale in montagna: outdoor training:

  • 1. La formazione aziendale
  • 2. La metodologia esperienziale
  • 3. Le diverse tipologie di attività di formazione
  • 4. Un esempio di programma: “Obiettivo oltre i 4.000 metri”

Piano personale di miglioramento

Bibliografia

Informazioni | Preventivo

Introduzione al libro "La montagna: una scuola di management"

«Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». Bernardo Di Clairvaux

La montagna: una scuola di management. La determinazione del singolo e della squadra sono le chiavi del successo sul K2 come in azienda.

L’idea di questo libro nasce dall’aver constatato, durante le ascensioni in montagna e lavorando, le numerose analogie nei meccanismi che portano al successo o al fallimento di un team di persone in azienda come in montagna.

In un gruppo di persone impegnato nell’effettuare un trekking, una spedizione himalayana per salire in vetta ad un 8.000 o nel raggiungere gli obiettivi aziendali si attivano analoghi meccanismi di fiducia / collaborazione o di diffidenza / conflitto.

Quando anche durante un’attività di lavoro le persone riescono a mettere in campo la stessa determinazione e motivazione che hanno per il loro hobby preferito, le possibilità di successo si moltiplicano a dismisura. Riuscire a lavorare con passione ed entusiasmo insieme ai propri colleghi è un fattore importante per il successo di ogni team di lavoro.

Le persone che riescono a vivere il proprio lavoro come un hobby hanno sicuramente una marcia in più nel raggiungere i risultati auspicati.

Attraverso le testimonianze di alpinisti, capi spedizione e manager / imprenditori con la passione per l’alpinismo il mondo della montagna viene analizzato come fonte di stimolo per il miglioramento dei gruppi di lavoro in azienda. La cordata di alpinisti come metafora dei team di lavoro impegnati nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Nel libro vengono spesso messi in evidenza quattro dei requisiti per creare un team di lavoro efficace (acronimo TEAM):

  • T rasparenza: potersi fidare ciecamente l’uno dell’altro. Giocare a carte scoperte. Confrontare apertamente le proprie idee con quelle degli altri senza inganni, trucchi, complotti, falsità e secondi fini. Non parlare alle spalle delle persone, dirsi le cose in faccia. Esprimere sistematicamente ciò che si pensa, anche il dissenso, a condizione che lo si faccia in termini costruttivi. Separare i problemi dalle persone: duri con i problemi, morbidi con le persone. La mancanza di fiducia e la diffidenza rischia di autoalimentarsi innescando un circolo vizioso in cui tutte le azioni dei colleghi vengono interpretate come minacce.
  • E ccellenza: una continua tensione da parte di tutti verso il miglioramento continuo a livello personale e di team. Piena consapevolezza che non esistono limiti alla continua ricerca dell’eccellenza. Ognuno sia a livello individuale che a livello di gruppo è artefice del proprio destino.
  • A micizia: lavorare in un ambiente piacevole e stimolante in cui anche i rapporti interpersonali tra le persone si consolidano e si rafforzano nel corso del tempo. Recarsi al lavoro con il sorriso sulle labbra. Avere lo stesso sorriso sia che si tratti di effettuare una gita di sci alpinismo con un amico o di partecipare ad una riunione insieme ai colleghi di lavoro. Non soffrire del malessere da lunedì mattina o tragedia di fine vacanza o week end lungo in montagna. Divertirsi in tutto quello che si fa, sia che si tratti di lavorare o di scalare montagne.
  • M otivazione: energia allo stato puro presente in ogni componente del gruppo che si attiva costantemente verso il raggiungimento degli obiettivi comuni condivisi. Troppe volte le persone lavorano con il freno a mano tirato per mancanza di motivazione. Non fermarsi di fronte alle difficoltà ma viverle come una sfida da affrontare e superare con successo.

La montagna è naturalmente anche una scuola di Vita che consente di riflettere e confrontarci con noi stessi e le altre persone aiutandoci nel migliorare a livello personale e non solo professionale.

Il libro si rivolge ad un pubblico di lettori all’apparenza molto diverso:

  • gli “uomini d’azienda”: manager e lavoratori a tutti i livelli della gerarchia aziendale che vogliono divertirsi nello scoprire i segreti di un team di lavoro efficace attraverso la metafora della montagna;
  • gli “uomini di montagna”: dall’“escursionista della domenica” all’alpinista professionista. Leggendo il libro potranno ascoltare le pillole di saggezza di alpinisti di fama mondiale nonché trovare conferma sul fatto che sia in montagna che nelle aziende sono sempre gli uomini a fare la differenza.

Anche gli autori del libro incarnano questa duplice tipologia di lettore:

  • Agostino Da Polenza che da grande alpinista e capo spedizione è diventato un manager d’azienda coordinando l’attività a livello internazionale di Everest – K2 – CNR, ricerche scientifiche e tecnologiche in alta quota;
  • Gianluca Gambirasio: consulente e formatore aziendale con un’infinita passione per la montagna e lo sci alpinismo.

Dobbiamo ringraziare questo libro che ci ha dato la possibilità di conoscerci e di lavorare insieme.

Il libro "La montagna: una scuola di management" si articola in cinque principali capitoli:

  1. Le caratteristiche di un alpinista di successo: interviste agli alpinisti al fine di comprendere gli elementi che fanno la differenza a livello individuale.
  1. Il capo spedizione a guida dei suoi uomini: interviste a persone che hanno organizzato e coordinato team di alpinisti impegnati durante spedizioni internazionali.
  1. Manager con la passione per l’alpinismo: affermati manager di primarie aziende testimoniano le proprie esperienze personali.
  1. Lavorare in team con efficacia in azienda come in montagna: un riassunto teorico dei principali elementi del teamwork.
  1. La formazione manageriale esperienziale in montagna: outdoor training. In quest’ultimo capitolo viene presentato l’utilizzo dell’esperienza in montagna come strumento per la formazione aziendale per il team building.

Agostino Da Polenza e Gianluca Gambirasio

Leggi le interviste di Gianluca Gambirasio riportate nel libro "La montagna: una scuola di management".

Book summary "La montagna: una scuola di management. La determinazione del singolo e della squadra sono le chiavi del successo sul K2 come in azienda"

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Commenti dei lettori del libro "La montagna: una scuola di management":

"Gentili Dott. Da Polenza e Dott. Gambirasio,
ho appena finito di leggere il Vostro libro “La montagna: una scuola di management” in cui mi sono “casualmente” imbattuto durante le mie ricerche sull’argomento in libreria. Da semplice escursionista occasionale profondamente legato alla bellezza della montagna, ho trovato molto stimolante l’approccio che Voi avete con il lavoro messo in paragone con l’approccio alla vetta e tutti i suoi risvolti. In parte mi avete confermato e messo in evidenza alcuni passaggi che sono già insiti nel mio approccio lavorativo (ad esempio la ricerca del raggiungimento dell’obbiettivo e il triangolo compito-team-individuo); inoltre, credo di essere riuscito ad assorbire alcuni spunti da verificare e cercare di mettere in pratica (ad esempio la ricerca del positivo in tutto e la valorizzazione degli errori come crescita per il futuro). Questi sono solo alcuni punti esemplificativi che volevo condividere con Voi.

Vorrei inoltre comunicarVi un aspetto che mi ha sempre accompagnato di fronte allo spettacolo delle montagne e che è un po’ quello che Leopardi esprimeva nella poesia “L’Infinito” (che Vi riporto per comodità):

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»

La bellezza e grandezza delle montagne (per me in particolare le Dolomiti) portano dentro un grido: più in là! (e mi sovvien l’eterno). Per me la montagna è un segno che se c’è un creato, in qualche modo ci deve essere anche un Creatore. E questa è la stessa cosa che vivo nei rapporti con i miei amici. Ogni cosa ci è data in modo che noi possiamo scoprirne il significato e goderne.

Profondamente grato di quanto vissuto con la lettura di questo libro, Vi saluto cordialmente."
Gianluca

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