Pensarsi come una rete collaborativa

Corso di formazione

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Pensarsi come una rete collaborativa

Il coraggio non è la forza di andare avanti è andare avanti quando non hai più forze

Napoleone Bonaparte

Esercizio: Il gioco dell’acronimo
Scrivi le parole chiave che ti ricordano il concetto di squadra, utilizzando le lettere iniziali dell’acronimo T.E.A.M. Alla conclusione di questo paragrafo, troverai anche le nostre proposte.

T
E
A
M

La squadra deve pensarsi come una rete collaborativa dove ognuno rappresenta uno snodo critico. Nel concetto di squadra intesa come rete, ognuno è importante nel facilitare le connessioni, nel “portare palla” ovvero fare gioco e supportare l’allineamento. George Labovitz definisce l’allineamento come “quello stato ottimale in cui strategia, dipendenti, Clienti e processi chiave lavorano in concerto per sostenere la crescita e accrescere i profitti” (George Labovitz e Victor Rosansky, “The Power of Alignment”, Wiley 1997).

“Stato ottimale” non significa naturalmente “stato perfetto” ma uno stato a tendere. Mantenere l’allineamento è un lavoro che il responsabile di un team compie quotidianamente. Abbiamo già visto come nella gestione di un team a distanza sia essenziale il passaggio dal “controllo delle persone” al “controllo degli obiettivi”, ovvero lavorare nel creare condizioni di autonomia e responsabilizzazione sui risultati. Ultima, ma sicuramente non meno importante, la leva motivazionale del piacere di raggiungere i risultati.

Bisogna stare attenti, infatti, a mitigare l’ “ossessione” per i risultati con stimoli di ingaggio e con elementi emozionali. L’allineamento intreccia aspetti di natura operativa – cosa fare e come deve essere fatto – con gli aspetti psicologici e motivazionali – come ci sentiamo nel farlo e perché lo dobbiamo fare.

Pensarsi come una rete collaborativa

Ecco alcuni suggerimenti per mantenere un ottimo allineamento durante lo svolgimento delle attività lavorative a distanza:

1. Assicurarsi che tutti i componenti del gruppo si sentano ugualmente considerati e valorizzati
2. Evitare o attenuare la sensazione d’isolamento o di lontananza
3. Fare periodicamente attività di team building progettate in modo coerente con altri obiettivi formativi o anche semplicemente ludiche – l’importante, in questo caso, è che ci sia sempre la consapevolezza di quello che si sta facendo e del perché lo si sta facendo
4. Gestire i risultati, le prestazioni e il tempo, quest’ultimo pensato in modo diverso rispetto alla presenza fisica sul luogo di lavoro
5. Stimolare la collaborazione tra colleghi e lo scambio d’informazioni. Mantenere un certo livello di socialità tra colleghi, al netto della distanza
6. Motivare il gruppo come una squadra e far sentire tutti ingaggiati
7. Formare il team sul concetto base di efficienza: “Raggiungimento del miglior risultato possibile attraverso l’utilizzo razionale di tutte le risorse disponibili”, personalizzandolo al proprio contesto operativo
8. Tutti devono saper utilizzare gli strumenti tecnologici al massimo delle loro potenzialità. L’obiettivo è rendere omogeneo il gruppo, lato competenze digitali, per garantire l’efficacia complessiva

Esercizio: un piano di lavoro

Per ognuno di questi otto suggerimenti, stila un piano di lavoro impostato su queste linee guida:
1. Specificare i significati pratici – per esempio, la fattibilità e le possibilità di applicazione – che ogni suggerimento può avere, contestualizzandoli rispetto all’organizzazione di appartenenza
2. Per ogni suggerimento, identificare il cosa fare, come ed entro quando, rispetto al proprio team

Acronimi sul TEAM
1. Together Everyone Accomplish More
2. Tutti Entusiasti Alla Meta
Quando le persone si sentono una SQUADRA?
Solo Quando Uniti Amano Darsi Reciproco Aiuto

Alcune idee per valorizzare il lavoro a distanza:
✓ Offrire un riconoscimento economico per l’utilizzo degli spazi domestici
✓ Organizzare gare di idee da mettere in campo per il miglioramento dei processi, per il problem solving, per il potenziamento delle capacità
✓ Un caffè virtuale con il capo per un momento di confronto informale uno a uno, “fuori onda”, da organizzare in spazi di tempo predefiniti
✓ “Da ora in poi”: spazio di ascolto e di confronto dedicato al tema specifico del cambiamento, da poter gestire sia in modalità capo-collaboratori, sia soltanto tra colleghi del team. Da valutare il coinvolgimento di un professionista esterno che faciliti, in chiave formativa, questo momento di scambio e condivisione
✓ Assicurare a tutti il diritto alla disconnessione e alla tutela delle fasce di flessibilità: ora di pranzo, pause, scelta del momento migliore per svolgere specifiche attività. (Tenuto sempre conto di vincoli e scadenze)
✓ Mettere in pratica l’acronimo S.P.E.E.D.

S kills: Quali sono le competenze del mio team? Come le valuto?
Come le valorizzo? Come le metto a sistema?
P assion: Quanto sono appassionati i miei collaboratori?
E mpathy: Quanta empatia viene dimostrata nel team?
E ngagement: Quanto sono coinvolti i miei collaborator rispetto agli obiettivi
da raggiungere?
D rivers: Cosa li motiva? Di quali stimoli hanno bisogno per attivarsi?

Esercizio: un piano di lavoro

1. Scegli una o più idee che valuti importanti da mettere subito in pratica nel tuo contesto lavorativo

2. Specifica per ogni idea cosa fare, come e chi coinvolgere

3. Indica una data a partire dalla quale l’idea sarà operativa

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