Si tratta sicuramente del mio più bel progetto sportivo che ho portato a termine avendolo fatto insieme a 2 dei miei figli Alessandro e Massimiliano (gemelli di 20 anni, io invece ho 53 anni): siamo partiti da casa (Albino) in bici (il 10 luglio) e siamo andati e tornati (il 4 agosto) dalla Normandia.
Tra le tante città visitate, siamo stati ad Annecy, Albertville, Chambery, Mont Saint Michel, Digione, Parigi, Chantilly, Tours, castelli della Loira, Torino e Milano.
Più di 3.500 km in bicicletta (non elettrica e senza alcuna assistenza).
All’andata abbiamo superato le alpi dal Colle del Piccolo San Bernardo (2.188 metri) e al ritorno dal Colle del Moncenisio (2.085 metri).
Al confronto i 3 Everesting che ho portato a termine (scialpinismo, bici da corsa e rulli smart) sembrano una semplice e facile scampagnata.
E’ stato di gran lunga il Viaggio più Bello della mia Vita con l’incredibile soddisfazione di farlo insieme a 2 figli!
Era la prima volta che facevamo cicloturismo ed abbiamo scoperto un modo fantastico di viaggiare e di scoprire posti immersi nella natura e fortunatamente inaccessibili alle auto. Ci è diverse volte capitato di pedalare anche per più di 50 km senza vedere una casa o incontrare una persona.
La proposta di fare quest’avventura è arrivata da loro. All’inizio eravamo partiti con idee più soft come ad esempio il giro dei laghi del nord Italia o Montecarlo ma alla fine abbiamo puntato molto in alto.
Siamo stati fortemente motivati anche dal fatto di ritornare alle spiagge in Normandia in cui abbiamo trascorso diverse estati in camper quando erano piccoli.
Fino a poco più di un anno fa non andavano molto poco in bici e poi grazie ad un rullo per l’inverno e alle 2 bici gravel che gli ho acquistato, si sono appassionati e adesso pedalano più forte di me…
In Francia abbiamo particolarmente apprezzato l’incredibile rispetto degli automobilisti verso i ciclisti (decisamente meglio che in Italia): aspettano a superare fino a quando ci sono le giuste condizioni, passano a grande distanza dalla bici, si fermano a lasciarti passare anche quando avrebbero loro la precedenza, ecc. Appena rientrati in Italia un motociclista ci ha dato il “benvenuto” mandandoci a quel paese...
Abbiamo percorso tantissimi km su fantastiche ciclabili perfettamente tenute e l’asfalto delle strade è decisamente meglio. Rispetto all’Italia, scarseggiano invece le fontanine per riempiere le borracce d’acqua (fortunatamente ne avevamo 2 da 750 ml per ognuno di noi).
All’opposto abbiamo toccato con mano la diversità relazionale tra i francesi e gli italiani. In Francia al massimo 7-8 persone ci hanno chiesto qualcosa (ci è comunque anche capitato di essere ospitati nel terreno di una fattoria da un simpatico francese di 91 anni e ci hanno regalato anche delle brioche mentre eravamo fermi fuori da un supermercato), in Italia una marea di persone e di ciclisti ci hanno salutato e chiesto informazioni sulla nostra avventura.
Da questa esperienza è nato anche un progetto di lavoro che consiste nel realizzare team building per aziende in bici o in ebike: dalla semplice gita di 1-2 giorni in ebike con pernottamento in hotel fino a progetti più sfidanti di più giorni e in completa autonomia (tenda, fornellini da campeggio, ecc) e con bici non elettriche.
Anche questa esperienza ha dimostrato come il gioco di squadra (preparazione, collaborazione, motivazione, suddivisione ruoli, supporto reciproco, fiducia, ecc.) sia sempre fondamentale per raggiungere traguardi ambiziosi e per nulla facili.
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