
Quali sono i cinque segreti di un formatore di successo?
Faccio il formatore da quattordici anni e non mi ero mai posto questa domanda, anche se mi viene voglia di rispondere solo con una cosa la passione, come del resto in molte professioni, ma poi riflettendoci bene e analizzando soprattutto le diverse difficoltà del fare formazione oggi e l’immensa responsabilità e fatica insita nella gestione di un processo di apprendimento, mi vengono in mente molti altri punti:
Come vedete i punti sono tanti e su ognuno di questi potrei scrivervi a lungo ma vediamo di cercare di sintetizzare (qualità importante anche per un formatore) quelli che sono i 5 segreti fondamentali.
Forse seguendo il processo formativo si potrebbero sintetizzare così:
Penso che fare formazione oggi significhi infatti dare un valore aggiunto ad un’organizzazione che non si limiti a comunicare un messaggio ma a farlo applicare concretamente contestualizzandolo alla realtà di riferimento e questo implica un processo molto lungo che richiede preparazione e professionalità e che non si può improvvisare come a volte si faceva un tempo.
Insomma oggi quella del formatore è diventata una professione complessa e specialistica con una grande responsabilità sociale verso le organizzazioni che ne necessitano e verso i discenti che ne usufruiscono.
Ma vediamo di analizzare brevemente questi 5 “segreti” necessari oggi:
1- La passione e l’entusiasmo
La comunicazione insegna che l’efficacia è data da ciò che percepisce l’altro e non da ciò che si è comunicato.
Proprio per questo la passione e l’entusiasmo diventano il combustibile necessario per un processo formativo, senza il quale diventa impossibile fare formazione efficace.
La passione oltre a rendersi visibile, attraverso le emozioni e il linguaggio del corpo, oltre a consentirti di tirare fuori il meglio di te nel fare il tuo lavoro, è anche fortemente contagiosa e quindi coinvolge tutti i partecipanti, motivandoli a seguire e a cambiare, ecco perché penso sia una dei fattori più importanti per un formatore oggi.
2- La capacità di vendere e presentare la formazione in azienda
Molte organizzazioni oggi fanno formazione ma quanti ci credono veramente?
Alcuni la considerano infatti una necessità da assolvere non prioritaria rispetto alle altre problematiche dell’azienda.
I ricordi di matrice scolastica infatti tendono a confondere formazione con scuola e necessità di crescita con inadeguatezza rispetto alla funzione, molto spesso si ha paura a rimettersi in gioco e non sono chiari gli obiettivi e i contenuti della formazione, ne si crede realmente nella possibilità che la formazione abbia di far crescere realmente le persone, anche a seguito di esperienze passate negative.
Quante volte si trovano partecipanti iscritti d’ufficio a corsi decisi dalla direzione senza neanche sapere le tematiche che si tratteranno nel corso?
Per questo una delle difficoltà più grosse del formatore oggi interno o esterno all’azienda è quella di riuscire a venderla e presentarla nella giusta maniera, molti infatti la concepiscono troppo spesso come una perdita di tempo, come ridondante, come inutile e spesso è percepita come astratta, lontana dalla realtà di tutti i giorni, come un esercizio di puro stile senza conseguenze sulla realtà pratica.
3- L’analisi puntuale delle esigenze e la creatività, innovazione e concretezza nel saper trovare soluzioni efficaci per il problema e il target di riferimento
L’individuo apprende dall’esperienza e non solo ascoltando ma anche guardando e sperimentando, lo si comprende molto bene osservando i bambini; ecco perché la scelta del metodo con cui trasmettere i messaggi diventa un altro fattore cruciale per un formatore di successo oggi.
Non esiste però un metodo migliore rispetto ad un altro ma è la combinazione dei metodi in funzione del problema da affrontare e del target dei partecipanti che fa la differenza, questa fase di progettazione è quindi alquanto delicata e complessa ma si può realizzare solo dopo aver bene analizzato le esigenze della direzione e dei partecipanti e la loro realtà contestuale.
Infatti solo dopo aver identificato esattamente le competenze da implementare, le problematiche della realtà di riferimento, le resistenze dei partecipanti e il gap tra la situazione attuale dei partecipanti e le esigenze dell’organizzazione, si può iniziare a progettare le possibili metodologie da utilizzare per trasmettere i messaggi giusti nei diversi contesti.
L’importante non sono gli strumenti ma l’obiettivo che è quello di ottenere l’apprendimento e la condivisione dei partecipanti.
4- La creazione di una relazione di fiducia e il coinvolgimento dei partecipanti
Quante volte la formazione viene vista come noiosa, ridondante e distante dalla realtà dei partecipanti?
Il segreto per attivare interventi dinamici, efficaci e in grado di generare entusiasmo e partecipazione non sta solo nella passione e nella scelta della metodologia ma anche nella capacità di creare un legame di fiducia con l’aula.
Per apprendere i partecipanti devono avere la possibilità di far cadere le loro resistenze e difese e rimettersi in gioco, ecco perché è importante che si sentano a proprio agio, in un ambiente protetto e vedano nel formatore un aiuto concreto e una figura di riferimento.
Per questo riuscire a generare coinvolgimento, con esercizi e giochi, riuscire a far divertire i partecipanti, far vivere le esperienze formative come momenti informali vivi e di confronto attivo e sviluppare una relazione di fiducia positiva e di stima reciproca è uno degli elementi più importanti che cerco di insegnare nei miei corsi formazione formatori.
5- La capacità di far applicare le cose, cambiando realmente le persone e consentendo una misurazione della formazione.
Ed eccoci arrivati all’ultimo punto, uno dei più difficili ed importanti oggi, riuscire a far passare dalla formazione alla pratica, aiutando i partecipanti ad applicare concretamente le competenze e le idee trasmesse nella formazione.
Questa è la parte più difficile perché oltre alla grande differenza che permane tra capire e condividere le cose e saperle mettere in pratica, spesso il partecipante è lasciato solo in questa fase, dopo il percorso formativo o tra un modulo e l’altro, e il formatore finito il processo spesso ritiene esaurito il suo compito.
Ma secondo me non è così, il compito del formatore può ritenersi esaurito solo quando il partecipante è riuscito realmente ad applicare la competenza, crescendo e cambiando.
Per far questo oggi ci sono tanti strumenti, oltre ai follow up ed ai percorsi formativi, c’è il coaching one to one, ci sono strumenti di verifica, c’è il contatto a distanza telefonico o on line tra formatore e partecipante, c’è la necessità di organizzare dei momenti di misurazione e check up della crescita dei partecipanti, con interventi mirati anche sui capi dei partecipanti, responsabili del supporto sul campo, e integrandosi con i sistemi di valutazione delle performance aziendali.
Insomma oggi come potete vedere il compito di un formatore di successo non è molto semplice e non si esaurisce al momento formativo ma comprende attività anche molto laboriose prima e dopo l’intervento.
Rispondi al questionario per trovare il team building più adatto per la tua azienda.
Rispondi al questionario per trovare il percorso di formazione pù adatto per la tua azienda.
Esplora il catalogo corsi di formazione aziendale.
anni di esperienza
formatori e consulenti aziendali senior
corsi in aula / online e team building a catalogo
aziende Clienti
partecipanti