quali sono le 5 regole d’oro per gestire e motivare i collaboratori?

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Quali sono le 5 regole d’oro per gestire e motivare i collaboratori?


«Quei manager che urlano sempre dietro ai loro collaboratori ma non gli insegnano mai nulla non hanno alcun diritto di chiamarsi "responsabili». Kaoru Ishikawa


Marcello Antinori

Marcello Antinori

Responsabile Servizio Acquisti e Cost Management
Banca Marche SpA

Credo che non esistano regole valide per tutte le circostanze, dipende sempre dal contesto in cui ci si trova ad operare. Dalla mia esperienza di lavoro, fatta in una banca di medie dimensioni, penso di poter dire che queste sono le cose da fare per gestire e motivare al meglio i propri collaboratori:

  1. Sorridere, cercare di portare il buonumore in ufficio. Tre minuti spesi per raccontare una barzelletta che aiuti a distendere gli animi sono un ottimo investimento. Il ROI è garantito!
  1. Investire tempo per parlare con i propri collaboratori. Ascoltare prima di tutto. Poi dire quello che si intende fare e, soprattutto, fare ciò che si è detto. Ovviamente si può cambiare idea, l’importante è ripetere il ciclo di comunicazione spiegando i motivi del cambio di rotta.
  1. Fare le cose insieme. Togliersi la giacca, rovesciare i polsini della camicia e lavorare fianco a fianco con i propri collaboratori. La formazione “on the job” è la più efficace e motivante. Si crea entusiasmo ogni volta che si raggiungono insieme gli obiettivi prefissati.
  1. Delegare, responsabilizzare. Questo fa sentire le persone riconosciute e valorizzate. Controllare gli aspetti importanti, strategici, lasciare mano libera sui dettagli. Ognuno deve avere il proprio spazio di autonomia entro il quale esprimersi.
  1. Proporre delle sfide. Anche le risorse meno apprezzate in azienda possono dare risultati sorprendenti. Tutti hanno un potenziale da esprimere, anche se non è sempre facile innescarlo!

 

Silvio Cittar

Silvio Cittar

Direttore Marketing
Bayer CropScience italia

  1. Avere il giusto atteggiamento mentale. Raggiungere l’autocoscienza che un manager performa bene solo se il suo team performa bene. Questo vuol dire preoccuparsi in primo luogo della carriera dei propri collaboratori e del loro lavoro.
  1. Definire lo schema in cui si opera e comunicarlo efficacemente. Definire una visione ed una missione aziendale, in cui inquadrare i vari ruoli, e comunicarle efficacemente, costituisce la base di una struttura in cui ognuno si sente protagonista ed attivo contributore al successo dell’azienda. La periodica discussione degli obiettivi personali, come pure delle aspettative reciproche, è lo strumento operativo per l’affinamento continuo di questo concetto.
  1. Collocare le persone giuste al posto giusto. Il reclutamento, come pure gli spostamenti organizzativi, devono idealmente puntare ad avere le persone in posizioni che consentano loro di esprimere i propri talenti al massimo grado. Errori in queste fasi portano a performance deludenti, e molto spesso sviluppano frustrazione e un sentimento negativo verso l’azienda, o verso il collaboratore.
  1. Esercitare la delega. Ci sono persone che adorano essere guidate, altre che vorrebbero essere liberi professionisti. D’altra parte, ci sono manager che delegherebbero tutto, pur di non entrare nell’operatività, ed altri che controllerebbero personalmente qualsiasi cosa venga detta, scritta o fatta in azienda. Non credo si possa definire una regola standard per il principio di delega, ma, secondo la mia esperienza, un principio generale si può sicuramente enunciare: la delega deve essere estesa nella massima misura compatibile con le capacità/competenze dell’individuo e le responsabilità che gli sono assegnate.
  1. Mettere in atto sistemi di controllo e di valutazione adeguati. Questo è fondamentale per dare riscontro del lavoro fatto, per valutare il raggiungimento degli obiettivi personali, e soprattutto per capire se si è sulla strada giusta. È importante che il collaboratore senta di essere valutato, e quindi premiato o no, secondo parametri oggettivi e non discriminanti rispetto ai colleghi.

 


Daniele Marotta

Daniele Marotta

Direttore Risorse Umane e Organizzazione
Gruppo Cigierre S.p.A.

Ritengo che la capacità di gestire, motivare e guidare i propri collaboratori nel raggiungimento di un obiettivo, sia la vera caratteristica distintiva di un leader.

Il leader è il trascinatore del team. Qui di seguito, in sintesi, i comportamenti che, dal mio punto di vista, ho constatato essere i più efficaci in termini di coinvolgimento e motivazione dei collaboratori.

  1. Essere di esempio: il leader non dice cosa fare, lo mostra. Quando diciamo a nostro/a figlio/a di non fare una cosa, è molto probabile che la farà, e viceversa. Abbiamo ottime probabilità, al contrario, che i bambini imitino i genitori nei comportamenti; questo è, normalmente, il modo in cui trasmettiamo i valori in cui crediamo. Allo stesso modo, un leader fa in prima persona quello che si aspetta che facciano i suoi collaboratori; anzi, con ogni probabilità, lo farà meglio, diventando per loro un modello virtuoso da imitare.
  1. Fare è diverso da essere. Il leader non dice ad un suo collaboratore “sei uno sciocco”, dice “hai fatto una sciocchezza”. L’errore più grande che mi capita di vedere nella gestione dei collaboratori, è quello di relazionarsi con i propri collaboratori come si fa con gli amici ed i parenti, ovvero lasciandosi coinvolgere emotivamente nel dare premi e punizioni. Il collaboratore ha bisogno di sapere se ha fatto una cosa giusta e perché, non se è simpatico o meno al suo capo. Il collaboratore cresce motivato, se, quando sbaglia, gli viene detto cosa ha fatto di diverso rispetto al comportamento atteso.
  1. Ascoltare per capire. Il leader chiede: “tu cosa proponi?” Mi è capitato spesso di osservare managers ascoltare i propri collaboratori solo per trovare conferme alle proprie idee, giudicando l’interlocutore anziché le proposte che sta avanzando. Il leader, quando ascolta, non interrompe, mostra interesse a quanto viene esposto e, solo dopo aver effettivamente capito, dà il proprio giudizio. In queste situazioni, ho sempre visto i collaboratori uscire soddisfatti dal colloquio perché, se l’idea non viene accolta, hanno ricevuto importanti informazioni per essere più efficaci, nell’esporre il proprio punto di vista, alla prossima occasione.
  1. Delegare a seconda del collaboratore ed in considerazione della specifica situazione. Decidere se e cosa delegare, dal mio punto di vista, è uno dei momenti principali in cui si possono individuare le competenze di leadership. Il leader analizza adeguatamente il mix di motivazione/capacità dei propri collaboratori e, valutando il compito da delegare, decide se dare piena delega o, al contrario, impartire un compito da eseguire.
  1. Stimolare, partecipare, dare sicurezza. Stimolare non significa dare ordini, ma fare leva sui punti di forza del collaboratore ed aiutarlo a potenziarli. Quando la stimolazione porta il collaboratore al raggiungimento di un risultato soddisfacente, il leader è il primo a condividere il successo ed a congratularsi. Se i successi, invece, tardano ad arrivare, nel collaboratore può nascere la paura di non riuscire. Il leader sa valutare lucidamente le reali possibilità di successo e, se le ritiene fondate, dare sicurezza e fiducia.

Maria Federica Perego

Maria Federica Perego


Human Resources Manager
Epson italia Spa

Questa domanda riconduce ad uno dei temi più dibattuti e quotidianamente più vissuti nella realtà aziendale e lavorativa in generale: il rapporto capo-collaboratore.

Proprio per questo motivo non credo che vi possano essere delle regole definite e in un certo senso “matematicamente” applicabili al rapporto in questione.

Si può parlare più facilmente di buone prassi e/o di elementi che influiscono e modificano il rapporto stesso.

Il rapporto capo-collaboratore nasce dalla gerarchia organizzativa ed è sempre più spesso dettato da esigenze che vanno oltre le volontà dei singoli… in una battuta: “il capo non si sceglie”… io aggiungo: neppure i collaboratori…

Fra gli elementi necessari a supporto del rapporto diventa molto importante la fiducia: fiducia del capo che si traduce in delega ragionata e concordata e fiducia del collaboratore nell’accettare le indicazioni nella gestione quotidiana dell’attività.

Altro elemento cruciale è la comunicazione declinata in entrambe le direzioni top-down e bottom –up .

La comunicazione fissa chiaramente gli obiettivi condivisi anche se ci deve essere la consapevolezza da entrambi le parti che non sempre e non tutto si può comunicare.

La comunicazione dovrebbe essere una buona prassi anche per i collaboratori che possono segnalare le loro difficoltà, dubbi, suggerimenti per migliorare un processo già in essere.

Infine è da mettere in conto anche un po’ di “fatica” nel senso di energie da spendere e da dedicare quotidianamente al raggiungimento di obiettivi condivisi siano essi le priorità nelle attività del team piuttosto che target strategici a livello aziendale.

Mauro Poli

Mauro Poli


Amministratore delegato di Venetassicura Srl

General Manager della rete Clarisnet di Veneto Banca Spa

Dalla mia esperienza:

Le 5 regole d’oro per gestire e motivare i collaboratori sono:

  1. Avere un atteggiamento mentale positivo. Più facile a dirsi che a farsi. Molti pensano di averlo e in realtà pochi ce l’hanno. E’ importante circondarsi di idee e persone positive. Leggere molto e ascoltare autori positivi. Credere di farcela e allontanare chi la pensa in modo contrario.
  1. Stabilire obiettivi e prendere l’impegno per raggiungerli. Avere il bersaglio davanti ti aiuta a colpirlo. Occorre concentrazione. Occorre impegno spirituale, emotivo, mentale e fisico. Fare la lista dei vantaggi che si hanno colpendo il bersaglio.
  1. Assumere la responsabilità. Le parole che si dicono devono poi essere supportate da fatti e prove concrete. Mettersi in gioco mettendoci la faccia.
  1. Essere creativi. Cambiare e aggiornare tutto quello che si dice e quello che si fa . Uscire dagli schemi tradizionali.
  1. Divertirsi. Le persone che hanno successo, in qualsiasi settore, hanno una cosa che le accomuna ed è quella che ci mettono PASSIONE ed ENTUSIASMO ed amano quello che fanno.

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