Assertivita' e scrittura

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Assertivita' e scrittura

Una battuta letta di recente sul web: “Siamo passati dall’epoca del telefono fisso a quella dello sguardo fisso sul telefono”.

Ormai siamo connessi sempre e ovunque, con almeno due dispositivi pronti a scrivere e a rispondere a mezzo mondo, in tempo reale, attraverso mail, sms, WhatsApp, social network, chat, blog, forum.

Siamo così presi dal demone digitale della scrittura da non renderci conto, a volte o sempre più spesso, di cosa scriviamo, di come lo scriviamo, del perché lo stiamo scrivendo e dell’impatto che tutto questo avrà sul destinatario o destinatari della nostra comunicazione scritta.

Gli articoli che vi apprestate a leggere vuole essere il vostro compagno di viaggio nel mondo della comunicazione scritta, un suggeritore discreto e fidato su come sviluppare l’assertività nella scrittura, sia a livello personale e social, sia nei contesti lavorativi.

Perché oggi bisogna, non solo saper scrivere in modo corretto, ma soprattutto sapersi relazionare bene attraverso lo scritto.

Saper scrivere per sapersi relazionarsi in modo efficace sono intrecciati come una “competenza a doppia elica”. Un’abilità che viene da molto lontano.

La ruota e la scrittura sono infatti le invenzioni che, più delle altre, hanno inciso nella fondazione delle civiltà umane.

La prima, ha reso possibile il movimento di persone, animali e mezzi; la seconda, ha facilitato il movimento del pensiero, attraverso la connessione semantica tra suoni – le parole – e segni

la grafia.

Da oltre cinquemila anni, la scrittura è uno dei tratti distintivi dell’essere umano rispetto alle altre specie viventi. L’uomo è sociale nella misura in cui è un essere comunicante ed è tale soprattutto per la sua capacità di mettere prima sulla pietra, poi “nero su bianco” ed ora in digitale, i suoi linguaggi.

Nelle parole del famoso linguista Noam Chomsky, “L’uomo è un animale sintattico”.

Ognuno di noi ha bisogno di ordinare pensieri, concetti, idee, sensazioni e stati d’animo in una forma scritta, al fine di poterli comunicare agli altri in modalità “definitiva”, ovvero con l’aspettativa che rimangano impressi visivamente ed emotivamente il più a lungo possibile.

Da questo punto di vista, la forza comunicativa della scrittura è nota da sempre: “Scripta manent, verba volant”.

Questo celeberrimo motto ricorda a tutti, nel bene e nel male, di fare molta attenzione a quello che viene scritto. Tuttavia, la scrittura manifesta anche un suo lato debole che spesso rischia di inficiarne la stessa efficacia comunicativa.

La citazione di Platone che abbiamo scelto come epigrafe del libro, indica che la parola scritta deve spiegarsi da sola.

Essa non dispone delle opportunità esplicative di cui la parola pronunciata può avvalersi, come ad esempio la ripetizione e la rielaborazione – modalità verbale – o la gestualità e l’espressività – modalità del linguaggio del corpo.

Qui si complicano le cose ma è proprio questa la sfida raccolta per il nostro articolo!

Oggi, sia nell’ambito personale e social, sia nei contesti lavorativi, la scrittura ha assunto una tale importanza da non poter essere più trascurata o sottovalutata.

L'articolo si concentra proprio nel comprendere l’impatto relazionale ed emotivo della scrittura nelle sue diverse modalità di espressione.

Non è un manuale di scrittura efficace né tanto meno un articolo sulla grammatica e la correttezza linguistica delle parole che utilizziamo per scrivere.

Il testo indaga un terreno sinora inesplorato: quello dell’applicazione del modello dell’assertività, storicamente legato al contesto della comunicazione interpersonale, al mondo della comunicazione scritta.

Assertivita' e scrittura

In altre parole, approfondiremo le modalità attraverso cui la scrittura diventa strumento per comunicare e relazionarsi in modo chiaro e coerente, per proporre soluzioni, per esprimere con efficacia il proprio punto di vista, anche se diverso da quello dell’interlocutore.

L’obiettivo è permetterci di curare al meglio le nostre relazioni, nel privato, nei social network e nei diversi contesti di lavoro.

Nell’esperienza quotidiana, infatti, constatiamo come diverse forme di scrittura siano espresse in modo aggressivo, manipolatorio, anassertivo (termine che indica un comportamento passivo o inconcludente) o asocial e finiscano quindi per innescare conflittualità e compromettere rapporti.

Nel contesto organizzativo, in particolare, la comunicazione assertiva scritta è stata ulteriormente approfondita con un sondaggio tra le principali aziende italiane effettuato dagli autori e finalizzato a raccogliere dati, informazioni e punti di vista di referenti manageriali sul tema in oggetto, attraverso una serie di domande chiave:

  1. Quale ruolo gioca o che peso può avere la comunicazione scritta all’interno della comunicazione organizzativa?
  2. Quali sono i criteri per stabilire quando, in generale, una comunicazione scritta è efficace all’interno di una organizzazione?
  3. Quali sono i problemi più frequenti e/o più rilevanti, legati alla comunicazione scritta, che si verificano in azienda?
  4. Esistono policy aziendali specifiche che regolamentano la comunicazione scritta?
  5. Quali sono le competenze specifiche che le persone in azienda dovrebbero sviluppare rispetto anche alle diverse tipologie di comunicazione scritta?
  6. Cosa significa applicare il modello dell’assertività alla comunicazione scritta?
  7. Come farlo?

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