La sesta marcia: la motivazione
e l'atteggiamento mentale positivo

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La sesta marcia: la motivazione e l'atteggiamento mentale positivo

«Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l'opportunità in ogni difficoltà». Winston Churchill

Anche nel telemarketing la “sesta marcia”, quella che ci permette di eccellere nei risultati, è rappresentata dalla nostra motivazione e dal nostro atteggiamento mentale positivo.

Trovare piacere, essere stimolato, andare sempre alla ricerca di nuovi traguardi, essere ambiziosi, svegliarsi alla mattina con un sorriso, voler sempre migliorare, non sentirsi mai arrivati e/o stanchi, divertirsi lavorando, avere passione … sono sicuramente la tecnica più efficace per fare bene e con successo il proprio lavoro.

Ognuno di noi è motivato da fattori differenti, non stanchiamoci mai di ricercare e costruirci l’attività lavorativa che nel complesso ci dia i migliori stimoli per esprimere le nostre grandi potenzialità.

L’attività di telemarketing (così come ogni altro lavoro), può essere il lavoro più bello o più brutto del mondo, dipende sempre da come noi ci poniamo e da che cosa noi ricerchiamo realisticamente in un lavoro.

Il tempo lavorativo rappresenta troppa parte della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine della giornata.

Riuscire a sviluppare un atteggiamento positivo è una questione di esercizio, la visione positiva non è la soluzione ai problemi e alle difficoltà che si hanno, è piuttosto un’utilissima modalità di approccio. Qualche piccolo accorgimento:

cominciare sempre la giornata pensando agli aspetti positivi del proprio lavoro;

  • focalizzarsi sul lato positivo delle cose e delle attività;
  • evitare le persone litigiose e le situazione di scontro;
  • trasmettere agli altri le proprie sensazioni positive quando tutto va bene: l’atteggiamento si assorbe, non si insegna.

Esercizio: una giornata sfortunata

Trovi almeno dieci aspetti positivi alla seguente vicenda.

“Come tutti i giorni, Mario Verdello si alza per andare a prendere l’autobus per recarsi al lavoro.

Dopo un vana attesa di oltre mezz’ora decide di tornare a casa per prendere l’auto. La macchina non parte. Sale allora in casa per avvisare la moglie dell’accaduto e la scopre a letto con il suo migliore amico.

A questo punto prende la bicicletta per recarsi al lavoro (15 km) dove arriva con un ritardo di oltre 2 ore e tutto trafelato.

Quella mattinata era tra l’altro previsto un importante incontro con giornalisti provenienti da tutta italia che è stato di conseguenza annullato all’ultimo minuto.

Il suo capo è su tutte le furie e lo licenzia…”

Aspetti positivi:

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

La motivazione e atteggiamento mentale positivo

Mantenere un atteggiamento positivo significa sviluppare la disposizione mentale su ciò che avviene, o più semplicemente il modo di vedere le cose.

Sicuramente vicende come quella appena letta non fanno piacere, ma considerato che tutti i giorni capitano episodi piacevoli ed episodi spiacevoli sta a noi scegliere su quali focalizzarci maggiormente e farci influenzare per il futuro.

Dobbiamo essere convinti che non esistono fallimenti ma solo risultati. Fallimento e disfatta sono solo etichette che noi diamo alle situazioni in cui non abbiamo conseguito gli obiettivi sperati.

Quando però utilizziamo questi episodi come opportunità di apprendimento, essi diventano occasioni per acquisire maggiore consapevolezza ed esperienza, ed aumentiamo così le nostre possibilità di successo per le sfide del futuro.

Dobbiamo considerare che l’atteggiamento mentale:

  1. influisce sui comportamenti;
  1. determina il livello di soddisfazione del lavoro;
  1. influisce su chiunque entra in contatto con noi, di persona e al telefono;
  1. influisce nel tono della voce, nella postura fisica del corpo, nell’espressione del viso ed in altre espressioni di metalinguaggio;
  1. non è mai statico ed immutabile: sta a noi decidere quello più congeniale;
  1. viene influenzato dalla situazione sul lavoro (contrasti con un collega, carico di lavoro eccessivo o stressante).

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